L’attestato di prestazione energetica è un elemento fondamentale della compravendita o della locazione

Picture of Elisa Boreatti
Condividi con
LinkedIn
Email
Print

INDICE DEI CONTENUTI
1. PREMESSA
2. FINALITÀ DELL’APE
3. L’APE È SEMPRE OBBLIGATORIO?
4. QUANDO NON SI DEVE FARE L’APE?
5. QUALI SONO GLI OBBLLIGHI DEL VENDITORE/LOCATORE
6. NORMATIVA DI RIFERIMENTO
7. SANZIONI PREVISTE
8. CONCLUSIONI


PREMESSA

L’APE (Attestato di Prestazione Energetica) è il documento che attesta la prestazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare, e lo fa assegnando un valore espresso in lettere: si va da A4, che è la classe energetica più efficiente, alla G, che è la meno performante. I servizi energetici presi in considerazione per il calcolo della prestazione energetica dell’immobile sono la climatizzazione invernale, la climatizzazione estiva, la produzione di acqua calda sanitaria, la ventilazione meccanica e, per le tipologie di edificio specificate al paragrafo 2, l’illuminazione e il trasporto di persone o cose.

Dal 2015 l’Attestato di Prestazione Energetica ha sostituito il precedente certificato energetico (ACE).

Vuoi valutare un immobile con due diligence ma non sai a chi rivolgerti?
Contattaci per una consulenza.

FINALITÀ DELL’APE

L’APE misura e dichiara quanta energia viene consumata per il funzionamento dei servizi dell’edificio o dell’unità immobiliare, indicando così il livello di efficienza energetica. Inquadra pertanto gli immobili all’interno di specifiche classi prestazionali energetiche e, per questo, è uno strumento di orientamento che permette all’utente finale, acquirente o conduttore, di rivolgere la propria attenzione verso edifici a migliore qualità energetica. Per questo si consiglia al potenziale acquirente/conduttore un attento esame di questo documento perché mettendo “nero su bianco” il consumo energetico dell’edificio o dell’immobile gli consente di valutare compiutamente la convenienza economica dell’operazione. Non vi è dubbio, infatti, che un edificio in classe energetica nelle classi “più alte” sia maggiormente performante rispetto a quello per il quale è stata attestata una classe energetica inferiore.

L’APE È SEMPRE OBBLIGATORIO?

L’APE è obbligatorio quando vengono posti in essereatti traslativi a titolo oneroso come:

  • compravendita;
  • locazione;
  • donazione;
  • per le costruzioni di nuovi edifici;
  • in caso di ristrutturazioni importanti che interessano almeno il 25% della superficie dell’intero edificio;
  • in caso di riqualificazione/ristrutturazione che modificano la prestazione energetica dell’immobile (installazione di nuovi infissi o del cappotto termico, sostituzione caldaia e così via) con impatto sulle prestazioni energetiche preesistenti.

È altresì obbligatorio indicarlo negli annunci di vendita o affitto.

QUANDO NON SI DEVE FARE L’APE?

L’APE non è obbligatorio nei seguenti casi: edifici agricoli e rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione; i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 mq salvo le porzioni eventualmente adibite ad uffici e assimilabili, purchè scorporabili ai fini della valutazione di efficienza energetica; gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose; i ruderi; i fabbricati in costruzione “al rustico” o nello stato di “scheletro strutturale”; gli edifici industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi non riscaldati; edifici agricoli rurali senza impianti di climatizzazione.

QUALI SONO GLI OBBLLIGHI DEL VENDITORE/LOCATORE

Chi vende casa dovrà obbligatoriamente provvedere a fornire all’acquirente l’Attestato di Prestazione Energetica (nei casi previsti per legge). Se non è in possesso del certificato APE, dovrà provvedere a richiedere la redazione del certificato energetico dell’immobile.

Come avviene in caso di compravendita immobiliare, anche nei contratti di locazione soggetti a registrazione dovrà essere apposta una clausola specifica con la quale il conduttore dichiara di aver ricevuto l’attestato di prestazione energetica.

Ecco quindi che in tal caso anche il locatore deve consegnare ove previsto, all’inquilino, all’atto della stipula del contratto l’APE.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Molti anni sono passati dalla prima normativa emanata per regolamentare il consumo energetico (era il 1976).

Poi nel 2002 il Parlamento Europeo ed il Consiglio dell’Unione ha emanato la direttiva 2002 /91/CE, detta EPBD (Energy Performance of Building Directive), con lo scopo di orientare l’attività edilizia dei paesi membri verso una concezione di efficienza energetica che consentisse di perseguire anche obiettivi rivolti alla riduzione dell’impatto ambientale ed al contenimento dell’inquinamento.

Successivamente nel 2005, recependo la direttiva europea 2002/91/CE, è stato emanato il dlgs 19 agosto 2005, n. 192 recante l’“Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”.

È però con il Dm 26 giugno 2009 che vengono definite  le linee guida per la certificazione energetica degli edifici.

Poi il DL 63/2013 del 4 giugno (c.d. decreto eco-bonus/energia), convertito dalla Legge 90/2013 ha modificato il dlgs 192/2005, introducendo una serie di novità in materia di prestazioni energetiche.

Con il DL 63/2013, in particolare:

  • La certificazione cambia la sua denominazione e quindi da Attestato di Certificazione Energetica (ACE), diventa Attestato di Prestazione Energetica (APE).
  • Viene previsto inoltre l’obbligo di rilascio dell’attestato anche per le locazioni di edifici/unità immobiliari, al pari di quanto avviene per le compravendite.
  • Viene sancito l’obbligo di inserire l’indice di prestazione energetica e la classe dell’immobile negli annunci e nelle pubblicità di vendita o locazione di immobili. Il testo di legge dice esattamente: nel caso di offerta di vendita o di locazione, i corrispondenti annunci tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali riportano l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio sia rinnovabile che non rinnovabile e la classe energetica corrispondente dell’unità immobiliare.

Ecco quindi che nel caso di offerta di vendita o di locazione, i corrispondenti annunci, effettuati tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali, devono riportare gli indici di prestazione energetica dell’involucro, l’indice di prestazione energetica globale dell’edificio o dell’unità immobiliare, sia rinnovabile che non rinnovabile, e la classe energetica corrispondente.

SANZIONI PREVISTE

In caso di mancata allegazione del certificato energetico al contratto sono previste sanzioni che variano tra i € 3000 ed i € 18000, mentre è stata eliminata la nullità dell’atto notarile.

Nel caso in cui non vengano rispettate le disposizioni sull’obbligo di inserire negli annunci commerciali di vendita o locazione di immobili la classe e l’indice di prestazione energetica, si può incorrere in una sanzione amministrativa non inferiore a 500 € e non superiore a 3000 €, così come inserito nel decreto 63/2013. I controlli e l’accertamento della violazione sono a carico del Comune in cui è situato l’edificio o l’unità immobiliare oggetto dell’annuncio.

CONCLUSIONI

Quanto scritto evidenzia, come già più volte indicato, l’estrema importanza di procedere ad una valutazione complessiva dell’operazione economica e da qui, pertanto, l’importanza di procedere con una due diligence immobiliare.

TI AFFIANCHIAMO

Perché è importante informarsi prima?

Naviga tra gli articoli che trattano argomenti simili

CATEGORIE

Sei in un soggetto sovraindebitato?
Risolvi la tua situazione!

Compila il modulo per richiedere una consulenza gratuita e senza impegno.

[*] campo obbligatorio

ISCRIVITI AL NOSTRO GRUPPO “Come fare per non morire più di debiti?”

SCOPRI DI Più