Atto di citazione Riforma Cartabia: cosa cambia

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INDICE DEI CONTENUTI
1. Cos’è e a cosa serve l’atto di citazione
2. Cosa cambia nell’atto di citazione con la Riforma Cartabia?
3. Come viene comunicato l’atto di citazione
4. Riforma Cartabia: cosa deve contenere l’atto di citazione
5. Atto di citazione Riforma Cartabia: termini per comparire
6. Atto di citazione Riforma Cartabia: la prima udienza cosa cambia
7. Atto di citazione: mancata comparizione cosa succede
8. Atto di citazione quando rivolgersi ad un avvocato

ASCOLTA L’INTRODUZIONE


Cos’è e a cosa serve l’atto di citazione

L’atto di citazione è un atto del diritto processuale con il quale un soggetto, cd attore, propone una domanda giudiziale e che assolve ad una duplice funzione: quella di convenire in giudizio la persona nei confronti della quale si rivolge la domanda (il cosiddetto convenuto) e quella di chiedere al giudice la tutela di una data situazione giuridica soggettiva. Il legislatore prevede la disciplina di questo che deve essere redatto per iscritto agli articoli  63 del codice di procedura civile e seguenti.

Cosa cambia nell’atto di citazione con la Riforma Cartabia?

I giudizi civili instaurati a partire dal 28 febbraio 2023 sono soggetti al rispetto delle “nuove norme del codice di procedura civile” che sono state introdotte dalla Riforma Cartabia (D. lgs. n. 149/2022).

Vediamo insieme quali sono le modifiche apportate all’atto introduttivo del giudizio di merito di primo grado.

Rispetto al passato è previsto l’innalzamento da 90 a 120 gg. del termine a comparire tra il giorno della notificazione dell’atto al convenuto e la prima udienza di trattazione / comparizione personale delle parti. Se la notificazione è fatta all’estero, il termine di 120 gg. è innalzato a 150 gg.

Il convenuto poi deve costituirsi in giudizio almeno 70 gg. prima della prima udienza di trattazione (in precedenza il termine era di 20 gg.) nei tempi e nei modi previsti dagli artt. 166 e 167 c.p.c., al fine di non incorrere nelle decadenze di cui agli artt. 38 e 167 c.p.c.

Ma non solo, la riforma, in un’ottica di accelerazione dei tempi, è intervenuta anticipando il deposito di tutti gli atti così da permettere al Giudice di avere sin da subito una cognizione cd piena della causa. Ecco quindi che le memorie di trattazione ed istruttorie – che sino all’entrata in vigore della riforma erano successive alla prima udienza – dovranno essere depositate anteriormente alla prima udienza.

Come viene comunicato l’atto di citazione

La citazione è definito come atto recettizio in quanto è rivolto, come si è visto, a diversi soggetti: il convenuto e il giudice che ne vengono a conoscenza mediante la notifica, il primo, e mediante l’iscrizione della causa nel ruolo, il secondo.

Sul punto non va dimenticato che la Riforma Cartabia ha introdotto delle modifiche anche per quel che riguarda la modalità di notifica degli atti. L’art. 3, 11 co., lett. d), D. Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149), ha introdotto i commi secondo e terzo all’articolo 147 cod, proc. civ., prevedendo espressamente che le notificazioni a mezzo posta elettronica certificata possano essere eseguite senza limiti orari, perfezionandosi in momenti diversi.

Gli avvocati oggi hanno quindi l’obbligo della notifica a mezzo PEC qualora il destinatario sia un soggetto obbligato a munirsi di un indirizzo PEC risultante da pubblici elenchi, ovvero abbia eletto domicilio digitale a norma del d.lgs. n. 82/2005. In merito alla notifica a mezzo PEC alcune considerazioni.

Il primo riguarda il momento di perfezionamento che:

  1. per il notificante  si perfeziona al momento in cui è generata la ricevuta di accettazione
  2. per il destinatario  nel momento in cui è generata la ricevuta di avvenuta consegna. Se quest’ultima, poi, è generata tra le ore 21 e le ore 7 del mattino del giorno successivo, la notifica si considera eseguita alle ore 7.

Il secondo riguarda la modalità con la quale viene eseguita la notifica dell’atto di citazione in quanto devono essere rispettati determinati requisiti perché essa sia valida. Uno di questi riguarda il contenuto del messaggio di posta elettronica certificata che deve prevedere:

  • l’atto di citazione in formato pdf nativo, sottoscritto digitalmente;
  • la procura alle liti, sottoscritta digitalmente;
  • la relata di notifica a mezzo pec, anch’essa sottoscritta digitalmente.

Cosa succede se il destinatario non è titolare di PEC o non è stato possibile eseguire la notifica a mezzo pec o questa ha avuto esito negativo?

Ebbene in tal caso l’avvocato deve avvalersi della tradizionale notifica per il tramite dell’Ufficiale Giudiziario o delle notifiche in proprio se è abilitato in tal senso.

La costituzione in giudizio, invece, avviene per l’attore mediante il deposito nel fascicolo telematico della nota d’iscrizione a ruolo, dell’atto introduttivo munito di procura e dei documenti offerti in comunicazione (art. 165 c.p.c.).

Riforma Cartabia: cosa deve contenere l’atto di citazione

L’articolo 163 codice di procedura civile anche prima della Riforma Cartabia aveva previsto che l’atto di citazione contenesse degli “elementi” a pena di nullità dell’atto stesso.

Ebbene la Riforma è intervenuta modificando l’anzidetta disposizione ed ha stabilito ulteriori elementi che necessariamente devono essere indicati.

Tra questi vi è quello che  l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni deve essere chiaro e specifico (cfr. numero 4 che dopo la parola «l’esposizione» contiene le seguenti: «in modo chiaro e specifico»).

La Novella dopo il numero 3) dell’art. 163 cod. proc. civ., ha inserito il numero «3 bis): l’attore deve dare atto nell’atto se la domanda è o non è soggetta a condizione di procedibilità (mediazione obbligatoria o negoziazione assistita da avvocati) e documentare l’esito della stessa.

Dunque, nel caso in cui la domanda riguardi materie per le quali è prevista obbligatoriamente l’espletamento della mediazione (condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi bancari e finanziari), occorre indicare all’interno dell’atto di citazione quanto segue:

"L'attore dichiara che, ai sensi dell'art. 163, co. 3 n. 3-bis, la domanda proposta con il presente atto è soggetta alla condizione di procedibilità prevista dall'art. 5 del Decreto legislativo, 04/03/2010 n° 28 (ovvero dall'art. 3 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132) e che tale condizione è stata soddisfatta in quanto l'attore ha […]"

Va da sé che occorre poi allegare, all’atto di citazione anche il verbale del mediatore con esito negativo.

La riforma ha inoltre modificato l’art. 163, comma 3, n. 4) c.p.c., prevedendo che l’attore debba esporre «in modo chiaro e preciso» i fatti gli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni. Il richiamo ai canoni di chiarezza e precisione costituisce una specificazione dei principi generali espressi dall’art. 121 c.p.c. (anch’esso novellato dal D. Lgs. n. 149/2022) in materia di forma degli atti processuali e si giustifica sia in un’ottica di riduzione dei tempi processuali.

L’ultima – e più significativa – modifica operata al contenuto dell’atto di citazione riguarda la vocatio in ius di cui all’art. 163, comma 3, n. 7), c.p.c., la quale – oltre all’indicazione della data di prima udienza e ai consueti avvertimenti in merito alle conseguenze della mancata o tardiva costituzione – dovrà contenere:

  • l’invito a costituirsi nel termine di settanta giorni (e non più venti, come nel regime antecedente la Riforma Cartabia) prima dell’udienza di comparizione fissata nella citazione;
  • il duplice avvertimento sull’obbligo, per il convenuto, di avvalersi della difesa tecnica di un avvocato per le liti avanti al Tribunale, salvo che si ricada nei casi di esenzione previsti dall’art. 86, c.p.c.  o da leggi speciali, nonché sulla facoltà, per la parte che ne abbia i requisiti, di richiedere il gratuito patrocinio.

Atto di citazione Riforma Cartabia: termini per comparire

Ai sensi dell’art. 163-bis c.p.c., così come modificato dal D. Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, tra il giorno della notificazione della citazione e quello dell’udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non minori di centoventi giorni se il luogo della notificazione si trova in Italia e di centocinquanta giorni se si trova all’estero.

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Atto di citazione Riforma Cartabia: la prima udienza cosa cambia

All’esito dello scambio delle memorie integrative ove le parti, attore e convenuto, hanno cristallizzato il cosiddetto thema decidendum e il cosiddetto thema probandum, si ha il primo contatto fra le parti e il giudice.

Infatti il primo comma dell’art. 183 c.p.c., novellato dalla riforma, reintroduce l’obbligo di comparizione personale delle parti, necessaria ai fini dell’interrogatorio libero e l’espletamento del tentativo di conciliazione. La mancata comparizione senza giustificato motivo è valutata come argomento di prova contro la parte ingiustificatamente assente, ex art. 116, c.p.c. Alla stessa udienza, il giudice:

  • decide sull’istanza di chiamata in causa del terzo che l’attore ha formulato nella prima memoria integrativa e ove ammessa, il giudice fissa nuova prima udienza per consentirne la comparizione
  • ove ritenga la causa matura per la decisione senza necessità di istruttoria, anche solo su questioni pregiudiziali, la rimette avanti al Collegio o la trattiene avanti a sé per la fase decisoria;
  • qualora ne reputi sussistenti i presupposti, dispone con ordinanza non impugnabile che il giudizio prosegua con le forme del rito semplificato ex art. 281 decies ss., c.p.c.;
  • laddove la causa richieda l’espletamento di attività istruttoria, il giudice decide in udienza (o con ordinanza resa entro i trenta giorni successivi) sulle istanze istruttorie delle parti e stabilisce il calendario delle udienze successive con i relativi incombenti, tenendo conto della natura, dell’urgenza e della complessità della causa. La prima udienza di assunzione dei mezzi di prova deve essere tenuta entro novanta giorni.

Atto di citazione: mancata comparizione cosa succede

Si è detto che la costituzione delle parti indica la presenza di fatto della parte alle singole attività, ed in particolare alle udienze. Di regola, avviene attraverso il difensore che ha la rappresentanza processuale della parte, ma in alcuni casi è richiesta la presenza personale della stessa (es.: quando il giudice dispone l’interrogatorio libero delle parti, ovvero quando alla parte sia deferito l’interrogatorio formale).

A questa che è diciamo l’iter ordinario del giudizio si possono delineare dei “percorsi alternativi”.

Il primo si ha quando  caso mancano entrambe le parti (art. 181 c.p.c.). In tal caso il giudice fissa un’udienza successiva di cui il cancelliere dà comunicazione alle parti costituite. Se nessuno compare, ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue se non è riassunto nel termine di un anno (art. 307 c.p.c.).

Il secondo si ha quando non compare il convenuto già costituito : in tal caso il processo può continuare in assenza di esso.

Il terzo si ha quando non compare l’attore già costituito (art. 181 c.p.c.). In tal caso perché il processo continui, è sempre necessaria la richiesta del convenuto: in mancanza di questa, il giudice fissa una nuova udienza, di cui è data comunicazione all’attore. Se alla nuova udienza l’attore non compare, il giudice dispone che la causa sia cancellata dal ruolo ed il processo si estingue immediatamente (art. 307 c.p.c.). Il quarto si ha quando il convenuto non comprare e non si costituisce. In tal caso l giudice istruttore, verificata la regolarità della notifica dell’atto di citazione, ne dichiara la contumacia ed ordina che il processo prosegua in assenza di lui (art. 171 c.p.c.).

Atto di citazione quando rivolgersi ad un avvocato

È importante rivolgersi ad un legale se si deve far accertare e  dichiarare dal Giudice un proprio diritto o quando si deve  costituirlo. A seconda della natura della domanda il Giudice, sia esso Giudice di Pace sia esso Tribunale, dopo aver verificato la sussistenza dei presupposti di legge, pronuncerà la sentenza di accoglimento avente natura dichiarativa o costitutiva. Diversamente se il Giudice non dovesse ritenere provati i fatti pronuncerà una sentenza di rigetto.

Si ricorda, infatti, che è l’attore che chiama in giudizio un altro soggetto ad avere l’onere della prova. Ecco quindi che è importante rivolgersi ad un legale non solo perché la difesa tecnica è obbligatoria (eccezion fatta per le cause di modesto valore economico) ma anche perché è necessario “raccogliere” la documentazione  utile e funzionale alla domanda (il cosiddetto petitum).

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