Modifiche al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – Correttivo Ter al CCII

Picture of Elisa Boreatti
Condividi con
LinkedIn
Email
Print

INDICE DEI CONTENUTI
1. PREMESSA: CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA
2. OBIETTIVI DEL NUOVO CORRETTIVO
3. PRINCIPALI MODIFICHE APPORTARE AL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA
4. CONCLUSIONI

ASCOLTA L’INTRODUZIONE


PREMESSA: Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

Il Consiglio dei Ministri, con comunicato stampa del 10 giugno 2024, ha annunciato l’approvazione del testo del decreto correttivo al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) – D.lgs. 14/2019, diretto all’introduzione di disposizioni integrative e correttive. L’obiettivo ultimo del Correttivo Ter al CCII è senz’altro quello di migliorare la gestione della crisi aziendale, di facilitare la cd. ristrutturazione aziendale, conferendo un ruolo più rilevante ai professionisti coinvolti e, dunque, di rendere il processo di risanamento più efficace e trasparente.

Obiettivi del nuovo correttivo

La ratio sottesa al Correttivo Ter, composto da oltre cinquanta articoli, è quella di supportare aziende e professionisti in difficoltà, così che l’eventuale crisi d’impresa possa essere individuata e affrontata il prima possibile e nel migliore dei modi.

In particolare, le modifiche introdotte mirano a:

  • correggere difetti di coordinamento normativo emersi a seguito dei due precedenti correttivi;
  • emendare errori materiali;
  • aggiornare i riferimenti normativi;
  • fornire chiarimenti su alcuni dubbi interpretativi emersi nel corso dell’applicazione del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Lo schema del decreto correttivo, in particolare, introduce modifiche volte a precisare, da un lato, l’ambito applicativo della segnalazione dell’organo di controllo e dall’altro, l’iscrizione nell’elenco dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure previste dal CCII.

Principali modifiche apportare al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

Tra le proposte di modifica di maggior rilevanza vi sono:

  • il rafforzamento della spinta privatistica e negoziale degli strumenti di ristrutturazione aziendale previsti dal CCII, di cui meglio si dirà nel prossimo paragrafo. L’obiettivo è sicuramente quello di promuovere l’Istituto della Composizione Negoziata della Crisi, al quale vi si potrà accedere non solo in caso di crisi o insolvenza ma anche nel caso di squilibrio patrimoniale o economico – finanziario e a mezzo del quale sarà possibile formulare proposte transattive con l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate e riscossione nei termini di cui all’art. 23 CCII;
  • l’importanza attribuita al professionista nell’ambito della CNC, dove a supporto dello stralcio dei tributi è prevista l’attestazione del professionista circa la convenienza rispetto ad uno scenario alternativo;
  • l’importanza dell’intervento degli iscritti agli albi professionali nell’ambito delle procedure previste dal CCII. In particolare, la loro formazione e le esperienze maturate nell’ultimo quinquennio in qualità di attestatori, curatori, commissari giudiziali o liquidatori giudiziali (in proprio o in collaborazione con professionisti iscritti all’elenco) varrà anche per l’iscrizione all’elenco – non più “albo” – dei gestori della crisi di cui all’articolo 356 CCII, interamente modificato;
  • il ripristino dei controlli dei revisori ex art. 25-octies CCII, ai fini dell’emersione della crisi d’impresa e l’avvio della CNC;
  • il possibile riconoscimento della natura “prededucibile” per i crediti sorti durante la liquidazione giudiziale o controllata, oppure successivamente alla domanda di accesso ad uno strumento di regolazione della crisi o dell’insolvenza. La prededucibilità permane anche quando si susseguono più procedure esecutive o concorsuali (art. 6 CCII).

Problemi di debiti: perché è importante farsi assistere da un avvocato
per la gestione del sovraindebitamento.


Composizione Negoziata della Crisi: rafforzamento della spinta privatistica e negoziata

L’art. 23 del CCII, come anticipato nel paragrafo precedente, introduce la possibilità per l’imprenditore, in sede di Composizione Negoziata della Crisi, di “formulare la proposta di un accordo transattivo all’Agenzia delle Entrate, agli enti pubblici territoriali, all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, all’Istituto nazionale della previdenza sociale e all’Istituto nazionale infortuni sul lavoro che prevede il pagamento, parziale o dilazionato, del debito e dei relativi accessori”. Grazie al comma 2-bis dell’art. 23 del Codice della Crisi, anche nel corso della composizione negoziata della crisi potrà essere concluso un accordo transattivo tra il debitore e le agenzie fiscali (Entrate, Dogane e Riscossione).

In base alla nuova formulazione, l’accordo si risolve di diritto in caso di:

  • apertura della liquidazione giudiziale o della liquidazione controllata;
  • accertamento dello stato di insolvenza;
  • grave inadempimento, inteso come il mancato pagamento di almeno tre rate consecutive oppure, in caso di accordo che non prevede la rateizzazione del debito, come il mancato pagamento delle somme dovute in virtù dell’accordo entro il termine di novanta giorni dalla scadenza stabilita.

L’accordo è soggetto alla valutazione e approvazione delle agenzie fiscali, previa relazione di un professionista indipendente che confermi la convenienza dell’accordo rispetto alla liquidazione giudiziale. L’accordo transattivo, una volta sottoscritto dalle parti e comunicato all’esperto, diventa efficace con il deposito presso il Tribunale competente. A questo punto, il Giudice, a seguito di controllo formale, autorizza l’esecuzione dell’accordo tramite decreto.

L’unico margine di negoziazione rimane per le imposte dirette come IRES e IRAP, e per le ritenute d’acconto. Permane, pertanto, la differenza rispetto alla transazione fiscale vera e propria di cui all’art. 63 CCII, nell’ambito dell’accordo di ristrutturazione dei debiti e all’art. 88 CCII, nell’ambito del concordato preventivo. Il gruppo potrà presentare una transazione unitaria ai sensi del nuovo art. 284 bis.

In sintesi: con il Correttivo Ter è stata introdotta anche nella composizione negoziata la riduzione e/o dilazione dei debiti fiscali, ivi compresa l’Iva, ma non dei tributi dell’UE e degli enti locali. Sono esclusi i debiti contributivi. Infine, la proposta deve essere corredata dalla relazione di un professionista indipendente, che ne attesti la convenienza rispetto alla liquidazione giudiziale, e da una relazione sulla completezza e veridicità dei dati aziendali redatta da un revisore legale della società proponente, se esistente, o da un revisore designato.


Composizione negoziata: deposito dei bilanci ex art. 17 e misure protettive ex art. 18 CCII

Lo schema del Decreto Legislativo correttivo del CCII introduce ulteriori modifiche afferenti alla Composizione Negoziata. Lo scopo è quello di favorire l’accesso alla procedura e garantire l’efficienza delle trattative.

In particolare, sono stati oggetto di modifiche gli artt. 17 e 18 riguardanti, rispettivamente, l’accesso alla composizione negoziata e il suo funzionamento.

Per quanto concerne l’articolo 17, si è ritenuto opportuno precisare che i bilanci degli ultimi tre esercizi che l’imprenditore deve depositare unitamente alla domanda con cui chiede l’accesso al percorso di composizione negoziata debbano essere stati regolarmente approvati. In mancanza, si potranno comunque allegare i progetti di bilancio o una situazione economico-patrimoniale e finanziaria aggiornata a non oltre 60 giorni prima della presentazione dell’istanza. Ma vi è di più.

Relativamente alle certificazioni dei debiti tributari e contributivi, che devono essere depositate assieme alla domanda di accesso, dal momento che il relativo rilascio da parte delle agenzie fiscali e degli enti previdenziali e assicurativi competenti talvolta necessita di diverso tempo, si è ritenuto conveniente intervenire chiarendo che nelle more del rilascio delle predette certificazioni, l’imprenditore può allegare alla domanda di accesso – inserendola nell’apposita piattaforma – una dichiarazione resa ai sensi dell’art. 46 del Testo Unico di cui al Dpr n. 445/2000, con la quale attesta di aver richiesto, almeno dieci giorni prima dell’istanza di  nomina dell’esperto, le certificazioni medesime.

Viene modificato l’art. 18 che disciplina le misure protettive, nel senso che dal giorno della pubblicazione dell’istanza di nomina dell’esperto, i creditori interessati non possono iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio dell’imprenditore o sui beni e diritti con i quali viene esercitata l’impresa né possono acquistare diritti di prelazione se non concordati con il debitore. Tali misure possono operare sia erga omnes, sia in maniera selettiva. Infatti, l’imprenditore può chiedere che l’applicazione delle misure protettive sia limitata a determinate iniziative intraprese dai creditori a tutela dei propri diritti o a determinati creditori o categorie di creditori.

Viene altresì chiarito che dalla data di presentazione dell’istanza le eventuali prescrizioni sono sospese mentre le decadenze non si verificano. Resta ferma, invece, la possibilità per l’imprenditore di eseguire liberamente i pagamenti relativi ad atti di ordinaria o straordinaria amministrazione nel rispetto dei limiti ex art. 21 (obbligo di gestire l’impresa in modo da evitare pregiudizi alla sostenibilità economico-finanziaria dell’attività).


Il ruolo dei professionisti nelle procedute CCII: la nuova formulazione dell’art. 356 CCII

Nell’ambito delle modifiche apportate dal Correttivo Ter all’art. 356 CCII, particolare attenzione è stata dedicata al ruolo rivestito dai professionisti, dando rilevanza all’esperienza maturata sul campo ovvero all’esito delle procedure da loro seguite, direttamente e/o indirettamente.

La nuova formulazione, dunque:

  • è volta a razionalizzare lo scopo dell’elenco – non più albo, chiarendo che esso ricomprende anche i professionisti indipendenti incaricati dal debitore e che ogni iscritto, anche con riferimento agli incarichi provenienti dall’autorità giudiziaria, può scegliere di indicare una o più funzioni che intende svolgere, tenendo conto delle diversità di competenze e organizzazione che quelle funzioni richiedono;
  • è stata inserita, tra le esperienze valide per l’iscrizione, anche quella di attestatore, in proprio o in collaborazione con un professionista iscritto all’elenco. Precisamente “per l’iscrizione è altresì necessaria un’autocertificazione attestante il possesso di una adeguata esperienza maturata non oltre l’ultimo quinquennio svolgendo attività professionale negli ultimi cinque anni quale attestatore, curatore, commissario giudiziale o liquidatore giudiziale in proprio o in collaborazione con professionisti iscritti all’elenco”;
  • l’obbligo di formazione periodica per biennale per i professionisti iscritti agli ordini degli avvocati, dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro, si riduce a diciotto ore, rispetto alle precedenti quaranta.


Il ripristino dei controlli dei revisori ex art. 25-octies CCII: responsabilità attenuata o azzerata in caso di tempestiva segnalazione

Il decreto correttivo conferma il ruolo chiave svolto dal collegio sindacale nel contesto della crisi d’impresa. Da un lato, l’organo di controllo è chiamato a vigilare sull’adozione di adeguati assetti organizzativi da parte degli amministratori, mentre dall’altro è tenuto a verificare la puntuale attivazione dei rimedi volti a prevenire l’aggravarsi della crisi.

Decisamente apprezzabile la nuova formulazione dell’art. 25-octies CCII il quale prevede che “L’organo di controllo societario e il soggetto incaricato alla revisione legale, nell’esercizio delle rispettive funzioni, segnalano, per iscritto, all’organo amministrativo la sussistenza dei presupposti di cui all’art. 2, comma 1, lettera a) e b), per la presentazione dell’istanza di cui all’art.17”, vale a dire l’istanza di avvio della composizione negoziata.

Alla segnalazione, che dovrà comunque essere motivata, deve seguire un attento monitoraggio sulle iniziative assunte dagli amministratori e, in particolare sull’andamento delle trattative nell’ambito della composizione negoziata. I sindaci dovranno verificare il corretto avvio della procedura di composizione negoziata, a partire dalla correttezza e completezza dei dati forniti e dall’attivazione della piattaforma telematica.

A fianco della riformulazione dei doveri di segnalazione previsti in capo agli organi di controllo e al revisore, non meno rilevanti possono dirsi le modifiche operate sulle relative responsabilità.

Rispetto alla formulazione originaria il correttivo ter ha individuato un arco temporale – entro il quale la segnalazione è “in ogni caso” considerata tempestiva – di sessanta giorni dalla conoscenza delle condizioni di cui all’art. 2 comma 1 lettera a) da parte dell’organo di controllo o di revisione.

La norma, così come riformulata, fa riferimento anche alla responsabilità dei revisori in considerazione dell’estensione del potere/dovere di segnalazione posto in capo agli stessi.

In sintesi, viene rivisto il meccanismo di segnalazione anticipata della crisi d’impresa che prevede l’attenuazione o l’esclusione della responsabilità per i sindaci che segnalano tempestivamente le condizioni di crisi all’organo amministrativo entro il termine di sessanta giorni dall’avvenuta conoscenza.

CONCLUSIONI

Le modifiche apportate con il Correttivo Ter al Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII) si sono rese necessarie al fine non solo di correggere difetti di coordinamento emersi a seguito dei precedenti correttivi ma anche per fornire chiarimenti su dubbi emersi nel corso dell’applicazione del codice stesso. L’auspicio, sicuramente, è che gli emendamenti apportati siano indice di un processo di risanamento più efficace e trasparente e che le aziende e i professionisti in difficoltà possano affrontare la cd. ristrutturazione aziendale in tempi rapidi e con il miglior esito possibile.

LA NOSTRA CONSULENZA SU SOVRAINDEBITAMENTO

Richiedi la nostra consulenza

Naviga tra gli articoli che trattano argomenti simili

CATEGORIE

Sei in un soggetto sovraindebitato?
Risolvi la tua situazione!

Compila il modulo per richiedere una consulenza gratuita e senza impegno.

[*] campo obbligatorio

ISCRIVITI AL NOSTRO GRUPPO “Come fare per non morire più di debiti?”

SCOPRI DI Più