Comodato: caratteristiche del contratto senza corrispettivo e analisi degli obblighi

Picture of Elisa Boreatti
Condividi con
LinkedIn
Email
Print

INDICE DEI CONTENUTI
1. ComodatO: CARATTERISTICHE PRINCIPALI
2. Diritti e obblighi nel Comodato gratuito: cosa devi sapere
3. La restituzione: quando avviene
4. Successione nel Comodato: cosa accade alla morte del comodatario
5. Conseguenze della violazione degli obblighi nel Comodato
6. Contratto di Comodato e contratto di Locazione: le differenze
7. Definizione e Implicazioni dell’Accollo del Fortuito nel Diritto

ASCOLTA L’INTRODUZIONE


ComodatO: CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Il contratto di Comodato (anche detto prestito d’uso) è il negozio giuridico in forza del quale una parte (cd comodante) consegna ad un’altra (cd comodatario) una cosa mobile o immobile affinché questi se ne serva per un tempo o per un uso determinato con l’obbligo di restituire la cosa stessa.

Il codice civile prevede e disciplina questo negozio, che pertanto si qualifica come tipico, nel Libro IV “Delle Obbligazioni” al Capo XIV che contempla gli articoli che vanno dal numero 1803 al 1812 cc.

Dalla lettura delle norme si evincono i tratti peculiari di questo contratto e che sono ravvisabili nel fatto che:

  • È reale in quanto è lo stesso art. 1803 cc che parla di consegna e non di obbligo a consegnare;
  • Realizza effetti unilaterali obbligatori a carico di una sola parte.
  • È essenzialmente gratuito (diversamente si configurerebbe il contratto di locazione in quanto a fronte del godimento del bene, il conduttore deve versare un corrispettivo). Il carattere della gratuità permarrebbe anche in caso di apposizione di un modus in capo al comodatario sempre che lo stesso non rivesta il carattere della controprestazione.
  • È intuitus personae (dal momento che le qualità personali e il rapporto di fiducia tra i contraenti sono elementi imprescindibili per la sua conclusione).
  • Non richiede una forma particolare per la sua conclusione anche se riguarda beni immobili.

Tuttavia se stipulato per iscritto deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate. Se è stato stipulato in forma verbale, va registrato solo se il suo contenuto è riportato o enunciato in un altro atto che deve essere sottoposto a registrazione obbligatoria (come le compravendite immobiliari o le donazioni di beni immobili).

Il Comodato di un bene immobile va registrato entro 20 giorni dalla data dell’atto, se stipulato in forma scritta; altrimenti – cioè se il contratto è verbale – la registrazione segue i termini previsti per l’atto in cui viene enunciato (ad esempio, 30 giorni per le compravendite immobiliari).

Contratto di Comodato: contattaci per una consulenza.

Diritti e obblighi nel Comodato gratuito: cosa devi sapere

La risposta è positiva e si ravvisano sia in capo al comodante che al comodatario.

Quest’ultimo ha il diritto di servirsi della cosa per l’uso determinato dal contratto o dalla natura del bene, ha il diritto di ottenere il rimborso delle spese straordinarie eventualmente sostenute per la conservazione della cosa purché siano “necessarie ed urgenti”. Quindi le spese prive di questi ultimi caratteri non sono rimborsabili.

Oltre al rimborso delle spese, il comodante deve anche risarcire i danni al comodatario, ex art. 1812 cc se a conoscenza che il bene sia affetto da vizi non abbia avvisato il comodatario e questo gli abbia causato un danno.

Di contro sempre il comodatario ha, tra gli altri, l’obbligo di conservare il bene con diligenza. Da questo dovere consegue, poi, quello di svolgere tutte quelle attività necessarie al mantenimento nella consistenza originaria della cosa (fatto salvo il deterioramento derivante dall’uso consentito) e quello di custodirla vigilando sulla sua integrità. Sul punto è intervenuta la Corte di Cassazione esaminando una particolare situazione, ossia il furto del bene in Comodato. In particolare ha stabilito che il comodatario è responsabile per colpa qualora, avuto riguardo alle circostanze concrete, non abbia posto in essere tutte le attività richieste dall’ordinaria diligenza. Al verificarsi di tale ipotesi il comodatario per andare esente da responsabilità (in quanto la perdita non è a lui imputabile) deve provare di avere adottato tutte le precauzioni che le circostanze suggerivano per evitare la sottrazione del bene, secondo la diligenza del buon padre di famiglia, non essendo invece necessaria la prova che il furto è stato compiuto con violenza o con minaccia alle persone.

Altro obbligo che si annovera e che discende dal carattere temporaneo del negozio è quello di restituire il bene oggetto di contratto.

La restituzione: quando avviene

Soccorre in aiuto l’art. 1809 cc che stabilisce che il comodatario è tenuto a restituire la cosa alla scadenza convenuta o, in difetto di accordo, alla fine dell’uso per cui il Comodato è stato concesso ovvero, ancora, quando sopraggiunga un “urgente e imprevisto bisogno” in capo al comodante (anche se non è scaduto il termine ovvero il comodatario non ha terminato di servirsi del bene). Quest’ultima ipotesi configura una particolare ipotesi di recesso giustificata dal carattere gratuito del negozio stesso.

Ma qui si pone il problema di capire quando un bisogno è “urgente e imprevisto”?

Un bisogno per essere tale non deve essere grave, ma deve essere sopravvenuto rispetto al momento della stipula del contratto ed urgente. Sul punto la sentenza della Corte di Cassazione a Sezione Unite / nr. 20448/14 che ha ritenuto che si configuri questa ipotesi sia nel caso in cui il comodante abbia la necessità di un uso diretto del bene sia quando sopravvenga   un imprevisto deterioramento della condizione economica del comodante stesso.

Accanto alle ipotesi previste dal codice civile la giurisprudenza ha individuato una ulteriore ossia quando il comodante “ne abbia la necessità”. In tale ipotesi il contratto stipulato sarebbe senza determinazione di tempo ma prevedendo la restituzione del bene in presenza di una necessità in capo al comodante, è espressione del potere di rendere negoziabile la restituzione della cosa (Suprema Corte con sentenza nr. 8571/2018).

Ulteriori obbligo in capo al comodatario sono quelli che prevedono che il comodatario non possa trasferire ad altri il godimento del bene senza autorizzazione del comodante medesimo (questo ben si comprende se si considera il carattere fiduciario e personale del Comodato) e quello che gli impone di non servirsi del bene per fini diversi da quello previsto nel contratto di Comodato o dalla natura stessa del bene.

Successione nel Comodato: cosa accade alla morte del comodatario

La situazione, disciplinata all’art. 1811 cc, prevede che il comodante ha facoltà di recedere dal contratto anche se è stato convenuto un termine (ex art. 1809 cc) e di esigere dagli eredi l’immediata restituzione della cosa. Pertanto non è prevista la successione. Questo si giustifica con il carattere personale del contratto di Comodato. Si sottolinea comunque che il comodante ha una facoltà e pertanto se non si manifesta agli eredi in tal senso  il rapporto prosegue secondo le caratteristiche e gli obblighi assunti con il de cuius (Corte di Cassazione sentenza nr. 8409/1990).

Conseguenze della violazione degli obblighi nel Comodato

Ebbene, il comodante non può chiedere la risoluzione del contratto: il motivo si ravvisa nel fatto che il contratto ha carattere gratuito.

Egli può agire con l’azione di restituzione della cosa e il risarcimento del danno. 

Per quanto riguarda la prima azione essa, proprio per il fine cui tende, ha natura personale e prescinde dalla prova del diritto di proprietà (Corte di Cassazione sentenza nr. 2726/13 e nr. 8590/13).

Contratto di Comodato e contratto di Locazione: le differenze

Il contratto di Comodato potrebbe sembrare simile a quello di locazione. Invero rappresentano, come dice il nome, due situazioni giuridiche diverse tanto è vero che il codice dedica una diversa disciplina a ciascuno di essi nell’impianto del codice civile.

Il criterio principe utilizzato per distinguerli è quello del carattere gratuito del Comodato laddove è pattuita una controprestazione, in qualsiasi misura e sotto qualsiasi forma per la locazione.

Definizione e Implicazioni dell’Accollo del Fortuito nel Diritto

Le parti del contratto di Comodato possano pattuire che in caso di perimento o di deterioramento della cosa nonostante le ragioni non siano imputabili al comodatario sia comunque lui a risponderne. Tale accordo circoscritto al tempo in cui il comodatario si serve della cosa non può essere visto come un corrispettivo dell’uso del bene stesso.

Si evidenzia anzi un aspetto interessante: il legislatore pone tale “rischio” a carico del comodatario e lo fa in forza di una presunzione nel momento in cui le parti hanno, nel momento della conclusione del contratto, proceduto alla stima della cosa. Presunzione che comunque il comodatario può vincere dimostrando che con la determinazione della somma volevano perseguire altri scopi.

Per ulteriori approfondimenti ti invitiamo a contattarci oppure a visitare la pagina dell’area di attività immobiliare dove potrai trovare ulteriori approfondimenti sui nostri servizi.

TI AFFIANCHIAMO

Perché è importante informarsi prima?

Naviga tra gli articoli che trattano argomenti simili

CATEGORIE

Sei in un soggetto sovraindebitato?
Risolvi la tua situazione!

Compila il modulo per richiedere una consulenza gratuita e senza impegno.

[*] campo obbligatorio

ISCRIVITI AL NOSTRO GRUPPO “Come fare per non morire più di debiti?”

SCOPRI DI Più