Convocazione in tribunale per pignoramento stipendio: come funziona

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INDICE DEI CONTENUTI
1. Come funziona la procedura che attua il  pignoramento dello stipendio
· Notifica dell’atto di pignoramento: contenuto, tempi e modalità
· Convocazione in tribunale
2. Cosa succede all’udienza di pignoramento dello stipendio
3. Cosa succede se non ci si presenta in tribunale per un pignoramento dello stipendio
4. Posso presentare un’opposizione al pignoramento dello stipendio?
5. Quanto tempo ho per presentare un’opposizione al pignoramento dello stipendio?
6. Pignoramento dello stipendio e procedure di sovraindebitamento
7. CCome il nostro studio legale può aiutarti


ASCOLTA L’INTRODUZIONE


Quando una persona ha un debito nei confronti di un altro soggetto, quest’ultimo risponde con il suo patrimonio.

Ciò significa che il creditore può scegliere su quale bene di proprietà del debitore rivolgere l’azione esecutiva.

Tra i beni vi è anche lo stipendio (e quindi anche l’eventuale TFR) che il soggetto debitore percepisce dal datore di lavoro. In tal caso il creditore avvia quella che tecnicamente è qualificata come azione esecutiva di pignoramento presso terzi, ove, per l’appunto, il terzo è il datore di lavoro. Ebbene, con questa forma di esecuzione forzata, il creditore convoca (tecnicamente cita) quest’ultimo e il debitore innanzi al Tribunale per un’udienza che viene indicata nell’atto stesso e che viene notificato ad entrambi i soggetti. Ecco perché l’atto di pignoramento viene ricevuto sia dal debitore sia dal suo datore di lavoro. In quell’udienza il Giudice dell’Esecuzione designato, salvo opposizioni, pronuncia quella che tecnicamente è qualificata come “ordinanza di assegnazione somma”, in forza della quale il Giudice, preso atto del credito e del rapporto sussistente tra debitore e terzo, assegnerà al creditore un importo pari al 1/5 dello stipendio fino al saldo del dovuto (che comprende anche le spese della procedura esecutiva) e al contempo gli assegnerà quelle somme che il datore di lavoro ha trattenuto dalla data di notifica alla data dell’udienza. Quest’ultimo importo dovrebbe poi essere versato dal datore di lavoro al creditore non appena quest’ultimo gli notifica l’ordinanza di assegnazione somma. Si ricorda infatti che dalla data di notifica alla data dell’udienza il terzo pignorato è qualificato come custode delle somme e quindi non può disporne senza ordine del Giudice. Invece quelle che vanno a maturare mensilmente verranno versate con frequenza mensile al creditore.

Problemi di debiti: perché è importante farsi assistere da un avvocato
per la gestione del sovraindebitamento.

Come funziona la procedura che attua il  pignoramento dello stipendio

La procedura esecutiva presso terzi si sviluppa secondo un iter progressivo che ha avvio con la notifica dell’atto di pignoramento da parte del creditore per il tramite dell’ufficiale giudiziario che, come abbiamo visto, procede alla notifica dello stesso sia al datore di lavoro sia al debitore. Tra la data della notifica e la data dell’udienza possono anche trascorrere diversi mesi.

In ogni caso, dalla data della notifica il datore di lavoro ha il dovere di trattenere una somma pari a un 1/5 dello stipendio e deve comunicare al creditore i rapporti in essere con il debitore. Ma non solo, deve anche notificargli se vi sono già dei pignoramenti, dei sequestri e/o delle cessioni.

Successivamente, se la dichiarazione del terzo è positiva, il creditore procede a iscrivere a ruolo (ossia nel registro del Tribunale competente in base alla residenza del debitore) la causa, dando poi comunicazione al terzo e al debitore dell’avvenuta iscrizione, del numero di causa che è stata assegnata dal Tribunale, il nome del Giudice assegnatario della causa e del giorno dell’udienza. Questa comunicazione deve essere resa entro determinati termini e con specifiche modalità indicate dall’articolo 543 del codice di procedura civile, pena l’inefficacia dell’azione.

L’azione prosegue poi con l’udienza dinanzi al Giudice, il quale, esperiti i controlli preliminari, pronuncia l’ordinanza di assegnazione delle somme trattenute dal datore di lavoro fino a quel momento e ordina al datore di lavoro di proseguire a trattenere il 1/5 fino ad estinzione del debito che, a questo punto, comprende anche le spese della procedura esecutiva.

La convocazione in Tribunale è nel giorno in cui il Giudice dell’Esecuzione assegnatario della causa terrà l’udienza. La data è quella che viene riportata dapprima dal creditore nell’atto di pignoramento presso terzi inizialmente notificato.

Una volta che il creditore iscrive la causa nel ruolo del Tribunale competente, può capitare che nel giorno indicato nell’atto il Giudice assegnatario non tenga udienza. In tal caso la cancelleria procede a notiziare il creditore della data in cui l’udienza è stata rinviata e il creditore, oggi, deve procedere a comunicare al terzo e al debitore, ai sensi dell’articolo 543 del codice di procedura civile, la nuova data in modo tale da renderli edotti del differimento.

Cosa succede all’udienza di pignoramento  dello stipendio

Per quel che riguarda la posizione del terzo pignorato si possono verificare tre ipotesi.

Egli rende la dichiarazione richiesta nell’atto di pignoramento notificato (la dichiarazione ex articolo 547 del codice di procedura civile) e non sorgono contestazioni. In tal caso non vi è necessità che il terzo si presenti all’udienza.

Diversamente, se non provvede a rendere la dichiarazione ex articolo 547 del codice di procedura civile, il giorno dell’udienza il creditore, per il tramite del suo legale, darà atto della situazione e chiederà al Giudice di fissare un’ulteriore udienza dove il terzo pignorato deve presentarsi. Qualora anche a quella udienza non dovesse presenziare, le somme pignorate verranno considerate dal Giudice non contestate e provvederà alla loro assegnazione.

Se invece il terzo contesta l’esistenza di un rapporto in essere con il debitore, verrà avviata una fase volta all’accertamento di detto rapporto. Diversa è la posizione del debitore, la cui presenza non è essenziale e che viene convocato in udienza per prendere atto della dichiarazione del terzo e degli atti successivi. C’è da dire comunque che il debitore ha diritto di proporre opposizione al pignoramento, come si vedrà in seguito.

Cosa succede se non ci si presenta in tribunale per un pignoramento dello stipendio

Come abbiamo visto, salve le situazioni anzi indicate, non è necessaria la presenza del terzo o del debitore. È invece necessaria la presenza del creditore che deve chiedere l’assegnazione della somma pignorata e delle ulteriori somme (quelle maturate per compensi e spese della procedura esecutiva). Ebbene, se oltre alle altre parti anche il creditore non si presenta, il codice di procedura civile all’articolo 631 stabilisce che il Giudice fissa una nuova udienza e se neppure a quella alcuno compare, dichiara estinto il processo esecutivo.

Posso presentare un’opposizione al pignoramento dello stipendio?

In generale, qualora il debitore ritenga di avere delle ragioni per le quali proporre opposizione può farlo, a mezzo di un legale.

Attenzione però che a seconda della natura della contestazione il ricorso può definirsi:

  • Opposizione all’esecuzione (articolo 615 del codice di procedura civile) che si ha quando il debitore vuole contestare il diritto del creditore a promuovere l’azione esecutiva e quindi la legittimità del titolo esecutivo o la legittimazione stessa del creditore a procedere. Il debitore con tale forma di opposizione può anche contestare la pignorabilità dei beni oggetto dell’esecuzione.
  • Opposizione agli atti esecutivi ove viene contestata la regolarità del processo esecutivo (articolo 617 del codice di procedura civile).

È necessario poi procedere con un’ulteriore distinzione per quel che riguarda le forme di opposizione anzi richiamate, ossia se vengono presentate prima o dopo l’inizio dell’esecuzione forzata. Questo perché vi sono diverse forme e diversi termini per presentarla. Va da sé che in caso di notifica di pignoramento dello stipendio, l’esecuzione è già iniziata e pertanto si deve fare riferimento alla seconda ipotesi. Questo vuol dire che l’opposizione deve essere presentata nelle forme del ricorso in Tribunale (e non nell’atto di citazione).

Quanto tempo ho per presentare un’opposizione al pignoramento dello stipendio?

In generale l’opposizione può essere presentata:

  • In via preventiva, da quando viene notificato l’atto di precetto sino a che non viene compiuto il primo atto di esecuzione.
  • Successiva, può essere presentata dopo che sia iniziata l’esecuzione fino all’ordinanza di assegnazione o di vendita emessa dal giudice dell’esecuzione.

Nel caso in cui sia già stato notificato atto di pignoramento del quinto dello stipendio è possibile procedere con l’opposizione successiva nelle forme dell’articolo 615 o 617 del codice di procedura civile.

Pignoramento dello stipendio e procedure di sovraindebitamento

Non è infrequente che un debitore che si vede notificare un atto in forza del quale gli viene pignorato il quinto dello stipendio abbia in realtà anche altri debiti a cui far fronte.

A questa situazione in passato, come sappiamo, lo stesso poteva far fronte cercando di addivenire a degli accordi con ciascun creditore. Oggi il Codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza, e in particolare, le procedure deputate al sovraindebitamento offrono al debitore degli strumenti volti a cristallizzare la sua posizione debitoria complessiva e ad affrontarla. A differenza del passato, però, il debito che il debitore non riesce a pagare non è più esigibile da parte dei creditori.

Ebbene, come si rapportano le procedure esecutive in corso rispetto agli strumenti del piano di ristrutturazione, del concordato minore e della liquidazione controllata? Ebbene, le prime vengono sospese nel momento in cui il debitore presenta la domanda al Tribunale competente.

Come il nostro studio legale può aiutarti

Alla luce di quanto sopra è evidente quindi che a fronte di un fatto, ossia la notifica di un atto di pignoramento del quinto dello stipendio, vi sono una molteplicità di profili che devono essere affrontati sia con riferimento all’azione esecutiva in sé sia all’eventuale posizione debitoria complessiva che la persona ha. Per questo quando si riceve la notifica di un atto è importante affrontare la situazione. Per ulteriori approfondimenti ti invitiamo a contattarci oppure a visitare la pagina dell’area di attività sovraindebitamento dove potrai trovare ulteriori approfondimenti sui nostri servizi.

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