Decreto ingiuntivo: la guida completa sui beni che possono essere pignorati

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INDICE DEI CONTENUTI
1. Cos’è il pignoramento
2. Quando avviene il pignoramento dei beni
3. Come funziona la procedura di pignoramento dei beni
4. Quanto tempo passa tra un decreto ingiuntivo e il pignoramento dei beni
5. Decreto ingiuntivo: quali beni si possono pignorare
6. Quali sono i beni che non si possono pignorare
7. Come il nostro studio legale può aiutarti a fermare la procedura di pignoramento dei beni


ASCOLTA L’INTRODUZIONE


Cos’è il pignoramento

Il pignoramento è un atto giuridico attraverso il quale si immobilizzano beni o somme di denaro del debitore per garantire il soddisfacimento di un credito. È una procedura esecutiva che segue una sentenza di condanna al pagamento o un titolo esecutivo che attesta l’esistenza di un debito. Il processo di pignoramento è regolato dalla legge e può essere attuato solo dall’autorità giudiziaria o da altri soggetti autorizzati, come gli ufficiali giudiziari.

Quando avviene il pignoramento dei beni

I beni si considerano effettivamente pignorati nel momento in cui l’ufficiale giudiziario esegue materialmente l’atto di pignoramento e ne dà formale notifica al debitore e, se necessario, a terzi (come banche o datori di lavoro). Questo momento segna il passaggio dei beni sotto il controllo giuridico dell’autorità che esegue il pignoramento, impedendo al debitore di disporre liberamente dei beni stessi.

La data della notifica del pignoramento sono cruciali perché da quel momento il debitore perde la facoltà di disporre dei beni pignorati. Questo significa che eventuali tentativi di vendere, trasferire o nascondere i beni pignorati dopo la notifica possono essere considerati atti fraudolenti e avere conseguenze legali.

Come funziona la procedura di pignoramento dei beni

Il pignoramento è quindi un’azione legale che segue un preciso iter giuridico e viene attuato solo dopo che sono stati esauriti altri tentativi di recupero del credito in modo volontario da parte del debitore.

  1. Titolo Esecutivo: Prima di procedere con il pignoramento, il creditore deve possedere un titolo esecutivo, che è un documento che attesta l’esistenza del debito e la necessità del debitore di saldarlo. Questo può essere una sentenza giudiziaria, un decreto ingiuntivo diventato esecutivo, o un altro documento riconosciuto dalla legge come titolo esecutivo.
  2. Atto di Precetto: Il creditore, munito di titolo esecutivo, invia al debitore un atto di precetto, che è un formale avviso in cui si intima al debitore di pagare quanto dovuto entro un termine solitamente breve (ad esempio, 10 giorni). Questo atto rappresenta l’ultima possibilità per il debitore di saldare il debito prima che si proceda con azioni esecutive dirette sui suoi beni.
  3. Inadempienza del Debitore: Se il debitore non paga entro il termine stabilito nell’atto di precetto, il creditore ha il diritto di procedere con il pignoramento dei beni del debitore per recuperare il credito.
  4. Richiesta di Pignoramento: Il creditore si rivolge all’autorità giudiziaria competente per richiedere il pignoramento dei beni del debitore. Deve indicare quali beni intende pignorare, che possono essere beni mobili, immobili, o crediti presso terzi (come stipendi o conti bancari).
  5. Esecuzione del Pignoramento: L’ufficiale giudiziario procede con l’esecuzione del pignoramento, notificando al debitore (e talvolta a terzi coinvolti) l’avvenuto pignoramento e apponendo sigilli sui beni pignorati, se necessario. Da questo momento, i beni sono considerati sotto sequestro giudiziario, e il debitore perde la disponibilità legale su di essi.
  6. Vendita dei Beni Pignorati: I beni pignorati possono essere venduti, solitamente attraverso un’asta pubblica, per soddisfare il debito. Il ricavato della vendita viene utilizzato per coprire il debito con il creditore, oltre alle spese legali e procedurali. Eventuali somme residue dopo la copertura del debito e delle spese vengono restituite al debitore.

Quanto tempo passa tra un decreto ingiuntivo e il pignoramento dei beni

Il pignoramento è condotta dall’ufficiale giudiziario. Quest’ultimo procedimento si verifica successivamente alla notifica, da parte del creditore al debitore, del titolo esecutivo (ad esempio il decreto ingiuntivo) e del precetto.

Di conseguenza, il pignoramento avviene in seguito al precetto, e la sua notifica deve avvenire entro un periodo di 90 giorni dalla notifica del precetto. Come specificato dall’articolo 481 del codice di procedura civile che così dispone “Il precetto perde la sua validità se l’azione esecutiva non viene avviata entro novanta giorni dalla sua notifica”. Al verificarsi di questa ipotesi il creditore deve procedere a notificare un precetto in rinnovazione prima di avviare l’azione esecutiva.

Decreto ingiuntivo: quali beni si possono pignorare

Il tipo di pignoramento che il creditore deve avviare, cambia a seconda del tipo di bene che il creditore vuole pignorare. Ecco quindi che se si tratta di:

Beni mobili

In tal caso il creditore deve procedere con il pignoramento mobiliare ove i beni pignorati possono essere venduti all’asta.

Beni IMmobili

In tal caso il creditore deve procedere con il pignoramento immobiliare. può essere venduto all’asta per soddisfare il credito.

BENI PRESSO TERZI

In tal caso il creditore deve procedere con il pignoramento presso terzi che si ha quando il credito viene soddisfatto attraverso somme di denaro o altri beni che terzi devono al debitore, come stipendi, pensioni, o conti bancari.

Problemi di debiti: perché è importante farsi assistere da un avvocato
per la gestione del sovraindebitamento.

Quali sono i beni che non si possono pignorare

In forza di quanto previsto dall’art. 2740 del Codice Civile, il debitore risponde delle obbligazioni assunte con tutti i suoi beni presenti e futuri – si tratta della c.d. garanzia personale. Tuttavia ol legislatore indica quali sono  le categorie di beni che sono esenti dal pignoramento, al fine di garantire che il debitore e la sua famiglia possano mantenere un minimo livello di sostentamento e dignità anche in presenza di debiti. In particolare rientrano in questa categoria.

  • Cose mobili assolutamente impignorabili (art. 514 c.p.c.) quali ad esempio:
    • Le cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto.
    • L’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli e le sedie.
    • I commestibili e combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore.
    • Gli animali di affezione o da compagnia.
    • Gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza.

  • Cose mobili relativamente impignorabili (art. 515 c.p.c.) ossia quelle che possono essere pignorate solo in mancanza di altri mobili.Tra queste vi sono:
    • Le cose che il proprietario di un fondo vi tiene per il servizio e la coltivazione dello stesso.
    • Gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione.

  • Cose mobili pignorabili in alcune circostanze di tempo (art. 516 c.p.c.) quali ad esempio:
    • I frutti non ancora raccolti o separati dal suolo non posso essere pignorati in via separata rispetto all’immobile a cui accedono, se non nelle ultime sei settimane anteriori al tempo ordinario di maturazione.
    • I bachi da seta, i quali possono essere pignorati solo quando sono nella maggior parte sui rami per formare il bozzolo.

Discorso a parte deve essere fatto per l’abitazione del debitore.

Questa, di norma, può essere oggetto  da parte del creditore eccezion fatta nel caso in cui creditore sia l’Agenzia delle Entrate.

In tal caso perché l’azione sia correttamente esperita è necessario che:

  • Il debito col Fisco superi gli euro 120.000,00.
  • Il valore totale degli immobili di proprietà sia almeno pari a euro 120.000,00.
  • Il debitore deve avere la possibilità di rimborsare ratealmente il debito.

Non è invece possibile procedere al pignoramento al verificarsi delle seguenti ipotesi:

  • il debitore sia proprietario di un solo bene immobile.
  • il bene immobile corrisponda alla residenza anagrafica del debitore.
  • il bene non deve essere considerato di lusso.

Parimenti deve essere trattata la situazione in cui il creditore proceda al pignoramento dello stipendio del debitore.

Il pignoramento dello stipendio rientra tra le ipotesi del c.d. pignoramento presso terzi e il creditore può procedere, sempre però , nei limiti di 1/5 rispetto all’importo netto della retribuzione mensile. Anche per questa situazione un discorso diverso deve essere fatto se il creditore è l’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Difatti, in detta ipotesi, i limiti previsti per legge sono i seguenti:

  • 1/10 dello stipendio se l’importo non supera i 2.500€.
  • 1/7 dello stipendio se l’importo non supera i 5.000€.
  • 1/5 dello stipendio se l’importo è superiore ai 5.000€.

Come il nostro studio legale può aiutarti a fermare la procedura di pignoramento dei beni

È importante quindi rivolgersi ad un professionista in modo tale da verificare i presupposti per procedere con l’azione esecutiva, se dovete tutelare il proprio diritto di credito, ovvero per verificare se sono stati rispettati tutti gli step, qualora sul vostro patrimonio sia stato impresso un vincolo di indisponibilità. Per ulteriori approfondimenti sul tema potete visitare il nostro sito o seguirci sui nostri canali social. 

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