Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

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INDICE DEI CONTENUTI
1. Cos’è un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo?
2. Come capire se un decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo?
3. Quando si può chiedere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo?
3. Quanto tempo passa tra un decreto ingiuntivo e pignoramento?
4. Quando scade un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo?
5. Cosa fare dopo la ricezione di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo
6. Come si fa opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo?
7. Come il nostro studio legale può aiutarti a gestire un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

ASCOLTA L’INTRODUZIONE


Cos’è un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo?

Un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo è un atto giuridico emesso da un giudice in situazioni in cui il creditore ha presentato prove sufficienti per dimostrare che il debitore ha un obbligo di pagamento nei suoi confronti.

Ecco come solitamente funziona il procedimento monitorio in generale:

  1. Richiesta del creditore: Il creditore presenta una richiesta al tribunale per ottenere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. Questa richiesta include le prove documentali che dimostrano l’obbligo di pagamento del debitore nei confronti del creditore quali ad esempio fatture, contratti, accordi scritti, una dichiarazione di riconoscimento del debito o altri documenti legali che attestano il debito.
  2. Esame da parte del giudice: Il giudice esamina la richiesta e le prove presentate dal creditore e se ritiene che le prove siano sufficienti per dimostrare l’obbligo di pagamento del debitore, può emettere un decreto ingiuntivo ovvero il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.
  3. Esecuzione provvisoria: Una volta emesso, il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo consente al creditore di intraprendere azioni immediate per recuperare il debito senza attendere l’esito di un processo completo. Questo significa che il creditore può iniziare a eseguire misure di esecuzione forzata, come il pignoramento dei beni del debitore o altre azioni legali per recuperare il denaro dovuto. Diversamente il creditore dovrebbe dapprima notificare il decreto ingiuntivo, attendere i 40 giorni concessi al debitore per pagare o formulare opposizione e solo trascorso questo lasso temporale può procedere alla notifica dapprima del precetto e, in caso di persistere del mancato pagamento, con l’avvio della azione esecutiva.
  4. Possibile opposizione: Il debitore ha il diritto di opporsi al decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo entro un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge. Se il debitore presenta un’opposizione valida, il giudice potrebbe revocare o modificare il decreto ingiuntivo.

Come capire se un decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo?

Per capire se un decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo, è necessario verificare il testo del decreto stesso. Di solito, nel decreto stesso o nei documenti allegati, verrà specificato se è provvisoriamente esecutivo o se è semplicemente un decreto ingiuntivo senza tale caratteristica.

Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche che possono suggerire che un decreto ingiuntivo è provvisoriamente esecutivo:

  1. Termini di pagamento immediato: Se il decreto stabilisce che il debitore effettui il pagamento immediatamente e senza dilazione.

Il decreto ingiuntivo viene notificato unitamente ad atto di precetto e quindi il pagamento viene ingiunto entro 10 giorni dalla notifica dei predetti atti anziché entro 40 giorni dalla notifica del solo decreto ingiuntivo.

Quando si può chiedere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo?

l Codice di Procedura Civile (CPC) disciplina la materia nei suoi articoli 642 e seguenti prevede che il decreto possa essere provvisoriamente esecutivo.

Ai sensi dell’art. 642, comma 1, c.p.c. se il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare, certificato di liquidazione di borsa o atto ricevuto da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge al debitore di pagare o consegnare senza dilazione, autorizzando in mancanza l’esecuzione provvisoria del decreto e fissando il termine ai soli effetti dell’opposizione”.

Oltre alle predette ipotesi si aggiunge anche quella prevista per il mancato pagamento delle spese condominiali.

In queste situazioni dunque il Giudice ha l’obbligo di concedere la provvisoria esecutorietà al decreto, ove richiesto.

Al contrario l’esecuzione provvisoria può essere concessa a discrezione del Giudice se:

  • vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo (per esempio, se il credito riguarda il mancato pagamento delle retribuzioni, vi è un pericolo di grave pregiudizio nel ritardo poiché si tratta del mezzo di sostentamento del ricorrente; oppure esiste grave pregiudizio nel ritardo se non è stato versato il TFR al ricorrente e questi è disoccupato). Tale pregiudizio deve essere sommariamente dimostrato;
  • il ricorrente produce documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto fatto valere (per esempio: un prospetto paga).

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Quanto tempo passa tra un decreto ingiuntivo e pignoramento?

Una volta notificato il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo unitamente ad atto di precetto il creditore deve notificare l’atto di pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi nel termine di novanta giorni pena la sua inefficacia.

Qualora dovesse trascorrere un lasso di tempo maggiore, il creditore deve procedere dapprima alla notifica dell’atto di precetto in rinnovazione.

Quando scade un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo?

In base alla normativa italiana, un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo non ha una scadenza temporale definita. Tuttavia, ci sono circostanze che possono portare alla sua decadenza o revoca.

Ecco alcune situazioni in cui un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo può perdere efficacia:

  1. Estinzione del credito: Se il debito sottostante al decreto ingiuntivo viene pagato integralmente dal debitore, il decreto perde automaticamente la sua efficacia.
  2. Revoca da parte del giudice: Il giudice può revocare il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo se sorgono circostanze che lo giustificano. Ad esempio, se emergono in sede di giudizio di opposizione azionato dal debitore nuove prove a favore di quest’ultimo o se si verifica un cambiamento nelle circostanze che rende la provvisoria esecuzione ingiustificata.
  3. Esito favorevole al debitore in un successivo processo di merito: Se il debitore ottiene una sentenza favorevole in un processo di merito, ad esempio attraverso una sentenza che annulla o modifica il decreto ingiuntivo, ciò potrebbe portare alla revoca o alla decadenza del decreto provvisoriamente esecutivo.

Cosa fare dopo la ricezione di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

Il debitore che riceve notifica di un decreto ingiuntivo ha la possibilità di presentare opposizione (ai sensi dell’art. 645 c.p.c.). A tal fine, è necessario rivolgersi immediatamente a un avvocato per analizzare il caso specifico e, se vi sono presupposti validi, redigere l’atto di opposizione. L’opposizione comporta un procedimento giudiziario ordinario, in cui si verifica una sorta di inversione dei ruoli: il debitore assume formalmente il ruolo di attore, mentre il creditore diventa il convenuto.

Il termine per proporre opposizione è di 40 giorni: l’avvocato non può depositare l’atto di opposizione oltre tale scadenza, pena l’inammissibilità.

L’atto di opposizione deve essere notificato all’indirizzo dichiarato (presso il difensore), e i termini per la comparizione sono quelli ordinari. Ciò significa che tra il giorno della notifica della citazione e quello dell’udienza di comparizione devono trascorrere 90 giorni lavorativi (45 giorni nel caso di giudizio dinanzi al Giudice di Pace).

Se l’opposizione viene presentata tempestivamente, si avvia un procedimento giudiziario in cui il giudice valuta la fondatezza dell’atto, esaminando le prove fornite dalle parti (documenti, testimonianze, consulenze tecniche, ecc.). Se l’opposizione viene ritenuta fondata, il decreto ingiuntivo originariamente emesso e notificato al debitore viene revocato, e il debitore ha diritto al rimborso delle spese legali sostenute. Inoltre, il giudice può ridurre l’importo del credito stabilito nel decreto ingiuntivo.

Come si fa opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo?

Competente per l’opposizione è l’ufficio giudiziario al quale appartiene il Giudice che ha emesso il decreto (giudice di pace o tribunale). Si tratta di competenza inderogabile. Se il Giudice dell’opposizione accerta che il Giudice che ha emesso il decreto era incompetente, dichiara nullo il decreto.

L’opposizione, che come abbiamo già detto deve essere presentata entro quaranta giorni dalla notifica, è introdotta mediante atto di citazione, salvo il caso in cui il giudizio si svolga con un rito che richiede come atto introduttivo il ricorso (per esempio, il rito del lavoro).

L’atto di citazione quindi va prima notificato alla controparte e, entro i dieci giorni successivi, iscritto al ruolo, dopodiché il giudice fissa l’udienza. Il debitore dunque deve consegnare l’atto agli Ufficiali Giudiziari entro i quaranta giorni, a condizione che la notifica si perfezioni poi. L’art. 650 c.p.c. ammette la possibilità di un’opposizione tardiva (oltre quindi il termine di quaranta giorni previsto dal decreto), ma solo qualora il debitore ingiunto (ora opponente) provi di non aver avuto tempestiva conoscenza del provvedimento per caso fortuito (evento di carattere oggettivo indipendente da qualsivoglia volontà umana), forza maggiore (forza esterna ostativa) o irregolarità della notifica (quest’ultima è l’ipotesi più diffusa e comprende qualsiasi vizio della notifica). In tal modo il legislatore ha voluto evitare che un provvedimento, emesso in assenza di contraddittorio e senza che sia stata data al debitore la possibilità di difendersi, possa produrre effetti nei confronti di quest’ultimo con conseguenze pregiudizievoli irreparabili. In questa ipotesi, se era stata concessa la provvisoria esecutorietà, il Giudice può sospenderla. In ogni caso però l’opposizione non è più ammessa, per nessun motivo, decorsi dieci giorni dal primo atto dell’esecuzione.

Come il nostro studio legale può aiutarti a gestire un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo

Come si diceva è importante, una volta ricevuto un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo (ma in generale anche un decreto ingiuntivo cosiddetto ordinario) in quanto è da quel giorno che decorrono i termini per il debitore per formulare, ove sussistenti i presupposti, opposizione (salve le ipotesi che abbiamo detto di opposizione tardiva).

È anche vero però che con il confronto di un professionista il debitore può valutare, se sussistente il debito nella misura indicata dal creditore, prendere contatto con quest’ultimo per proporre una definizione stragiudiziale quale ad esempio un saldo e stralcio ovvero un pagamento dilazionato. Ricordiamo infatti che il creditore, che è sempre libero di scegliere se accettare o meno, se non dovesse ricevere riscontro alcuno è probabile che proceda subito con l’esecuzione magari nella forma del pignoramento presso terzi. In tal caso potrebbe non solo pignorare i conti correnti del debitore, ma anche lo stipendio o la pensione (sempre comunque nel rispetto di determinati limiti imposti dalla legge). Per maggiori informazioni potete leggere ulteriori approfondimenti nel sito.

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