DIRITTO PENALE: Frode alimentare: com’è la situazione a livello Europa?

Elisa Boreatti

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La Rete Europea di frode alimentare. Report annuale 2019.

La Rete Europea di Frode Alimentare (EU FFN), creata nel 2013, diretta e gestita dalla Direzione Generale della Commissione per la Sicurezza della salute e dell’alimentazione (DG SANTE), è composta da autorità che vengono designate da ogni singolo Stato membro dell’UE (anche da Svizzera, Norvegia e Islanda) e dall’Europol.

La Rete Europea di Frode Alimentare pone in essere annualmente un report attraverso il quale grazie al Sistema di Assistenza Amministrativa e Cooperazione (il sistema AAC-FF), creato nel 2015, vengono indicati i casi di coordinamento dell’UE nonché le relative statistiche in relazione alle richieste di cooperazione e scambio volontario di informazioni su casi sospetti di frode alimentare.

Il nuovo regolamento n. 625/2017 sui controlli ufficiali (OCR), entrato in vigore a dicembre 2019, chiarisce cosa si intende per frode alimentare.

Si ha frode alimentare quanto si è in presenza di: 1. Violazione delle norme dell’UE: ossia violazione di una o più norme codificate nella legislazione della catena agroalimentare dell’UE di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (UE) 625/2017; 2. Inganno del cliente: che può concretizzarsi con la modifica della colorazione o dell’etichettatura di un prodotto nascondendo la sua vera qualità; 3. Guadagno economico per l’autore; 4. Intenzione fraudolente: questo criterio si basa su elementi che danno validi motivi per ritenere che le non conformità non lo siano a caso. Ad esempio, sostituendo gli ingredienti di alta qualità con ingredienti di qualità inferiore, spesso implica intenzioni fraudolente.

Dati forniti dal Sistema di Assistenza e Cooperazione Amministrativa di frode alimentare per l’anno 2019.

Il Sistema di Assistenza e Cooperazione Amministrativa di frode alimentare (AAC-FF) ha dichiarato che nel 2019 si sono registrate 292 richieste per assistenza amministrativa e cooperazione, rispetto alle 234 richieste nel 2018, 178 nel 2017 e 157 nel 2016 (cfr figura 2 a pagina 10 del reporto 2019).

Il sistema AAC-FF ha raggruppato cinque principali categorie di sospette violazioni di non conformità, consistenti in: 1. Errore di etichettatura: i prodotti che contengono informazioni fuorvianti sull’etichetta; 2. Sostituzione/diluizione/aggiunta/rimozione: questa è spesso collegata alle specie di un prodotto che viene sostituito con uno diverso; 3. Trattamento e / o processo non approvati: include qualsiasi trattamento e/o processo vietato ai sensi del diritto dell’UE. Tali pratiche ingannano i clienti consentendo agli operatori di guadagnare; 4. Documenti non conformi: questi tipi di non conformità sono collegati a documentazione falsificata, che includono l’assenza o la falsificazione di documenti; 5. IPR – Diritti di proprietà intellettuale: le norme dell’UE sulla qualità dei prodotti alimentari mirano a proteggere i nomi di specifici prodotti che possono essere designati con una “indicazione geografica” (IG) o un marchio.

Azioni coordinate dell’UE

La Commissione Europea su richiesta degli Stati membri (o di propria iniziativa), approfittando del suo accesso privilegiato all’UE globale sulla tracciabilità e segnalazioni, coordina le attività per dare seguito a casi sospetti di frode alimentare transfrontaliera.

La Commissione quando la frode riguarda importazioni che coinvolgono anche paesi terzi, richiede ulteriori informazioni ponendo in essere azioni correttive o svolgendo indagini presso gli stabilimenti locali.

In caso di gravi rischi può anche decidere di negare l’accesso al mercato dell’Unione Europea, imponendo condizioni speciali di importazione o intensificando i controlli per specifiche materie prime.

Un esempio interessante di coordinato UE riguarda il commercio illegale di anguille europee.

L’anguilla europea, elencata nell’appendice II della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione Fauna selvatica e flora (CITES), non può essere pescata o venduta senza un permesso.

L’Europa sta registrando un aumento di pesca illegale e contrabbando di anguille in Asia ove, a causa dei cambiamenti climatici, inquinamento e pesca eccessiva, lo stock di anguille locali sono insufficienti a coprire la domanda del mercato.

Le anguille Europee sono allevate negli stabilimenti di acquacoltura principalmente in Cina dove vengono trasformate in filetti e usati per preparare piatti tradizionali. In seguito vengono rispediti nell’UE (o in altri paesi) come alimenti trasformati ma dichiarati come altre specie (ad es. come Anguilla Americana).

Dal momento che i controlli non sono stati sufficienti ad evitare la pesca illegale ed il contrabbando di anguille, l’UE ha deciso di imporre il divieto di importazione.

Nonostante ciò, le reti criminali illegalmente trasportano tonnellate di anguille, mettendo a rischio la sopravvivenza della specie rischio e classificando questo atto come un grave crimine ambientale.

La Rete Europea di frode alimentare in cooperazione con Europol ed Interpol nell’operazione Opson.

L’Operazione Opson VIII è un’iniziativa congiunta tra Europol ed Interpol a cui ha partecipato anche Rete Europea di frode alimentare, mirata al controllo del traffico di alimenti e bevande falsi e scadenti.

Sotto l’operazione Opson VIII, che ha funzionato tra dicembre 2018 e aprile 2019, la Commissione Europea unitamente alla rete europea di frode alimentare ha preparato azioni coordinate per combattere le frodi gestendo comunicazioni, realizzando analisi di intelligence e fornendo dati necessari all’Europol ed Interpol per svolgere le indagini.

Durante la predetta operazione sono state effettuate tre azioni mirate e specifiche:

1. Azione mirata sui prodotti biologici: lo scopo dell’inchiesta mirava ad identificare la falsificazione dei certificati e la tracciabilità di alimenti e mangimi sfusi (per lo più importato da paesi extra UE) che poi venivano distribuiti con l’etichetta biologica UE.

Il risultato delle indagini hanno portato a 12 indagini penali, 2 cause giudiziarie commerciali, 2 indagini finanziarie, 20 procedure amministrative e alla scoperta di 2 bande di criminalità organizzata.

2. Azione mirata su DNP Il 2,4-dinitrofenolo o DNP è un prodotto chimico industriale utilizzato per vari scopi (pesticidi, esplosivi).

Occorre preliminarmente specificare che il DNP Il 2,4-dinitrofenolo o DNP è spesso usato dalla comunità di body building a causa della sua associazione con la rapida perdita di peso. Dal momento che il DNP potrebbe essere fatale per l’uomo, è illegale scambiarlo come prodotto dimagrante.

L’azione è stata guidata dal Regno Unito che ha coinvolto 10 paesi europei il cui risultato ha portato a 23 sequestri.

3. Azione mirata sul caffè

La terza azione mirata durante l’operazione OPSON VIII era incentrata su possibili pratiche fraudolente nel settore del caffè, compresa la sostituzione del caffè Arabica puro con fagioli Robusta più economici.

In tal caso l’operazione è stata guidata dall’Ufficio Federale Tedesco e alla quale hanno aderito 14 paesi europei. Il risultato è stato che oltre 400 campioni di caffè sono stati analizzati e 10 di questi hanno presentato delle problematiche.

Conclusioni

Garantire la protezione dei clienti nella fornitura globale della catena agroalimentare è oggi più complesso che mai e da qui la necessità di sviluppare un sempre più efficiente meccanismo di scambio di informazioni tra i Paesi membri dell’UE.

Avv. Gennaro Colangelo                                                                             Dr.ssa Bruna Moretti

Riproduzione riservata

Per ulteriori dettagli:

Report annuale 2019

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