DIRITTO VITIVINICOLO: Il consorzio di tutela di una DOP (Denominazione di origine protetta)

Elisa Boreatti

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Uno degli argomenti trattati nel convegno del 7 aprile 2019, organizzato da Unione Giuristi della Vite e del Vino, a cui lo Studio ha partecipato,  è stato quello della struttura e della organizzazione del consorzio di tutela di una DOP (Denominazione di origine protetta).

 

Profili generali

Preliminarmente si ricorda che con tale espressione si intende un’associazione interprofessionale composta da viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori commercianti ove la natura dell’azienda associata (agricola, industriale, cooperativa) non rileva ai fini del ruolo e peso del consorzio. Quello che rileva, infatti, è la categoria in cui essa si identifica nella filiera e nella quale si iscrive al consorzio.

Ma cosa si intende per “organizzazione interprofessionale”?

Si intende una associazione che riunisce diversi gruppi di interesse in cui si articolano gli operatori coinvolti in un determinato settore agricolo al fine di promuovere la conoscenza, la qualità e pianificare la produzione di un dato prodotto (il Regolamento N. 1308/2013, ossia quel regolamento che regola l’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, le riconosce quale centro nevralgico delle decisioni di un dato comparto produttivo e pone in capo a tutti gli operatori il costo della propria gestione).

L’adesione al consorzio di tutela è volontaria ed in base all’adesione il consorzio può definirsi:

  1. Sufficientemente rappresentativo quando raggiunge il 35 % di soci viticoltori ed il 51% di produzione certificata (In questo caso opera solo a favore e nei confronti dei soci)
  2. Massimamente rappresentativo quando raggiunge il 40% di viticoltori ed il 66% della produzione certificata (In questo caso opera in Erga Omnes, quindi a favore e nei confronti di tutti, soci e non soci).

 

Struttura organizzativa del consorzio di tutela di una DOP.

Come tutti i consorzi, dunque anche il consorzio di tutela di una DOP, è composto da: assemblea dei soci, dal consiglio di amministrazione, dal presidente e dal direttore.

Vediamo sinteticamente i tratti di ciascuna:

  1. Assemblea dei soci: è composta da quote associative e erga omnes ed ha il compito di approvare il bilancio consuntivo, di deliberare sulle modifiche disciplinari di produzione nonché sulle elezioni del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale;
  2. Consiglio di Amministrazione (CDA): svolge un’attività istituzionale, si occupa della gestione ordinaria, nomina i presidenti e pone in essere interventi di gestione dell’offerta. Fa altresì richieste alla Regione di: riduzione quantitativi di uve da destinare ad una determinata tipologia di vino; blocco degli impianti; riqualificazione dei prodotti;
  3. Presidente ha rappresentanza legale, gestisce l’assemblea dei soci, convoca il Consiglio di Amministrazione di cui ne gestisce le riunioni;
  4. Direttore ha il potere esecutivo di decisione e parere consultivo del CDA, organizza e coordina le attività degli uffici, e svolge un’attività di rappresentanza su delega del CDA.

 

Un esempio  particolare: il consorzio di tutela dei vini Valpolicella

Il consorzio di tutela dei vini valpolicella è incentivata dal Ministero delle politiche agricole in quanto svolge una funzione di promozione, tutela, valorizzazione e vigilanza dei PRODOTTI valpolicella DOC, valpolicella ripasso DOC, amarone della valpolicella DOCG e recioto della valpolicella DOCG.

Vi è una inoltre una connessione tra il consorzio di tutela dei vini valpolicella e il Ministero delle politiche agricole, in quanto quest’ultimo rilascia il nulla osta alle attività consortili, certificandone la correttezza, di contro, il consorzio trasmette al ministero il bilancio consuntivo, la relazione sulle attività svolte e il libro soci.

La reputazione dei vini della DOC è dovuta grazie a tre caratteristiche: promozione ed export, valorizzazione e sostenibilità e tutela.

  1. Promozione ed export.
  • La promozione avviene attraverso un’attività di educazione ed informazione – (degustazioni tematiche, eventi istituzionali, pubblicità, dossier territorio e vini) e grazie anche a questo tipo di attività e al supporto di aziende in internazionalizzazione (fiere, incontri be to be, incoming) il consorzio di tutela dei vini valpolicella riesce ad esportare i propri prodotti in italia, extraeuropa ed europa;
  1. Valorizzazione e sostenibilità.
  • In base alla valorizzazione è possibile suddividere i vini secondo la seguente scala gerarchica dalla minore qualità alla migliore qualità: vini da tavola, vini IGT – IGP, vini DOC E DOCG (DOP).

La valorizzazione è data sostanzialmente da tre elementi, ossia il vigneto, il consumatore e la cantina. Per valorizzare al meglio il vino e quindi migliorare la qualità dell’uva-vino occorrono dei progetti speciali, nonché certificazioni prodotti, fascetta di stato, DOCG ed attività di informazione e comunicazione legati ai predetti progetti.

  • L’obiettivo della sostenibilità è quello del riduci, risparmia e rispetta l’ambiente, che rientra poi anche nella missione della certificazione.

La certificazione diventa un messaggio positivo per il prodotto, tutelando l’ambiente e promuovendo il risparmio energetico. Quest’ultimo aspetto accresce anche l’appetibilità dell’aria dal punto di vista turistico e la sicurezza alimentare amplificandone la tracciabilità.

Molto importanti per la valorizzazione e la sostenibilità sono le relazioni con gli altri enti dell’international sustainable winegrowing network e  l’instaurazione dei rapporti con soggetti mediamente coinvolti, quali: pubbliche amministrazioni, organizzazioni sindacali della filiera, cittadinanza, rappresentanti di associazioni ambientali.

  1. Tutela
  • La tutela è intesa come la cura di interessi di concorrenza sleale, uso improprio delle denominazione, contraffazione dei prodotti.

Questi aspetti possono essere combattuti attraverso il monitoraggio della banca dati UIBM e predisponendo eventuali opposizioni nonché provvedendo alla registrazione delle denominazioni a livello internazionale.

Per il consorzio dei vini Valpolicella i maggiori casi di contraffazione si sono verificati nei paesi dell’UE, in Canada, USA, Nuova Zelanda e Cina. È stato necessario, pertanto, un intervento attraverso una politica di anticontraffrazione attraverso la stipula di un accordo del 4 Luglio 2018 con ICQRF (Ispettorato Centrale Repressione Frodi), il quel prevede preliminarmente che ci sia formazione e poi attraverso attente ricerche è possibile segnalare i casi di contraffazione online.

In seguito alla segnalazione si procede con la verifica e l’eventuale diffida.

Questa attività viene svolta grazie alla collaborazione con le piattaforme E-commerce e alla cooperazione con gli organi di controllo internazionale.

Riproduzione riservata

avv. Gennaro Colangelo         Dott.ssa Bruna Moretti

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