DIRITTO VITIVINICOLO: Come funziona la “filiera” degli aiuti comunitari?

Elisa Boreatti

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Per garantire a tutti gli Stati membri di raggiungere il pari sviluppo economico, l’Unione Europea stanzia dei contributi a fondo perduto che vengono  assegnati dal Consiglio dell’Unione ai Programmi Operativi per finanziare progetti e iniziative nei Paesi europei ritenuti. Ed è proprio per la finalità perseguita che questa politica viene anche definita di coesione.

Tipologia di fondi europei

Si possono distinguere due tipologie di fondi europei: quelli gestiti direttamente dalla Commissione europea e quelli la cui gestione è demandata direttamente agli Stati Membri attraverso le loro amministrazioni (nazionali, regionali o locali) che selezionano i progetti e rispetto ai quali La Commissione ricopre un ruolo di monitoraggio sul rispetto degli impegni assunti dallo Stato membro.

Fondi per il settore agricolo

Per il settore agricolo è stato istituito il fondo strutturale FEASR (fondo europeo di sviluppo rurale) che costituisce uno dei due pilastri della PAC, ossia della Politica agricola comune e gestisce oggi tutti i fondi indiretti per lo sviluppo rurale.

L’organizzazione del FEASR prevede tre livelli di programmazione:

  1. Comunitario: il Regolamento del Consiglio europeo dei ministri n.1698/2005; Regolamento del Consiglio europeo dei ministri n.1974/2005;
  2. Nazionale: il Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale, predisposto dagli Stati membri;
  3. Regionale: il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, predisposto dalle Regioni e sottoposto all’approvazione della Commissione Europea.

Fondi per il settore vitivinicolo

I fondi vengono erogati in forza del regolamento UE 1308/13 recante disposizioni in punto di organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (conosciuto come Regolamento OCM) e riguardano i contributi per la ristrutturazione dei vigneti, gli investimenti nelle aziende agricole ed agroalimentari e per la promozione sui mercati extra UE.

Stanziato il contributo comunitario lo Stato italiano con il Piano Nazionale di Sostegno vitivinicolo assegna a ciascuna regione, per ciascuna annualità, i fondi per finanziare gli interventi a favore delle aziende vitivinicole; le regioni poi emanano e attivano i bandi ove vengono individuati i presupposti, stabilite le procedure di presentazione della domanda di accesso all’aiuto comunitario e,  una volta che la domanda viene accolta, le erogazioni vengono poi gestite dagli stati membri per il tramite degli Organismi pagatori, istituiti ai sensi del Reg. (CE) n. 885/2006 (Art. 18). In Italia questo compito è assolto dall’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) istituita con il decreto legislativo 165/99 che ha funzioni di di Organismo di Coordinamento e di Organismo pagatore.

Riproduzione riservata

avv. Gennaro Colangelo         dott.ssa Rosa Colucci

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