Pignoramento stipendio Agenzia delle Entrate – Riscossione

Elisa Boreatti
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INDICE DEI CONTENUTI
1. Cos’è e in cosa consiste il pignoramento dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione
2. Come viene comunicato il pignoramento dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione
3. Quali sono le fasi e i tempi del pignoramento dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione
4. In quali casi l’Agenzia delle Entrate può pignorare lo stipendio
5. In quali casi l’Agenzia delle Entrate non può pignorare lo stipendio
6. Quale è il limite massimo di pignoramento dello stipendio effettuato dall’agenzia delle Entrate – Riscossione
7. Come è possibile bloccare un pignoramento dell’Agenzia delle Entrate
8. Come il nostro Studio Legale può aiutarti a gestire il pignoramento dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione


ASCOLTA L’INTRODUZIONE


Cos’è e in cosa consiste il pignoramento dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione

Il pignoramento dello stipendio, della pensione o del conto corrente avviene senza avvisare il debitore e intimando direttamente al terzo di corrispondere le somme dovute.

È la procedura  attraverso la quale l’ente può richiedere il pagamento forzato di debiti fiscali non saldati direttamente dalle retribuzioni del debitore. Esso può essere qualificato come un pignoramento presso terzi e riguarda i crediti che il debitore ha verso terzi (per esempio il conto corrente, stipendio), oppure di cose del debitore che sono in possesso di terzi.
Con questa procedura si richiede a un terzo di versare direttamente all’Agenzia delle entrate – Riscossione quanto da lui dovuto al debitore di quest’ultima, che, a sua volta, è creditore del terzo.

Come viene comunicato il pignoramento dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione

L’espropriazione forzata è preceduta dalla notifica della cartella di pagamento.

Se questa è avvenuta da oltre un anno, il pignoramento deve essere preceduto dalla notifica dell’avviso di intimazione.

Dalla data di notifica dell’avviso di intimazione, il debitore ha 5 giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto. Per i debiti fino a mille euro non si procede alle azioni esecutive prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito.

Quali sono le fasi e i tempi del pignoramento dello stipendio da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione

Nel pignoramento non è necessaria l’autorizzazione del giudice per l’assegnazione al creditore delle somme pignorate.

Diversamente dal pignoramento ordinario, in cui è il giudice, previa verifica dei titoli e della regolarità della procedura, ad assegnare le somme pignorate al creditore. Nel pignoramento previsto dall’art. 72-bis D.P.R. 602/73, invece, è il Fisco, al posto del giudice, ad ordinare direttamente al terzo, banca o datore di lavoro, di corrispondere a proprio favore le somme pignorate, il debitore non viene citato in Tribunale e non è necessario alcun provvedimento di assegnazione emesso dal giudice.

Nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate e Riscossione notifica la cartella di pagamento, questa è già un atto esecutivo (corrispondente, per i creditori privati, all’atto di precetto) e quindi l’Agenzia può procedere direttamente a pignorare i beni se il contribuente non esegue il pagamento nel termine dei 60 giorni.

Attenzione però ad un aspetto.

Se dalla notifica della cartella di pagamento è trascorso più di un anno, l’espropriazione deve essere preceduta dall’intimazione di pagamento e il pignoramento non può iniziare prima del quinto giorno successivo alla notifica di quest’ultima. Resta ferma la possibilità di chiedere la rateizzazione delle somme a debito o la sospensione legale della riscossione nei casi e nei termini previsti dalla legge.

Problemi di debiti: perché è importante farsi assistere da un avvocato
per la gestione del sovraindebitamento.

In quali casi l’Agenzia delle Entrate può pignorare lo stipendio

Quando non si paga una cartella esattoriale, Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) può intraprendere misure cautelative o misure esecutive.Un esempio classico della prima è iscrizione di fermo amministrativo dell’autoveicolo oppure l’iscrizione di ipoteca sugli immobili. Un esempio della seconda  è il pignoramento del:

  • conto corrente;
  • presso terzi (casi più frequenti: pignoramento stipendio o pignoramento pensione);
  • mobiliare (caso più frequente: pignoramento autoveicolo);
  • immobiliare (soggetto a certi limiti per la prima casa).

In quali casi l’Agenzia delle Entrate non può pignorare lo stipendio

L’articolo 3 della Legge 16/2012 (“Facilitazioni per imprese e contribuenti”) ha introdotto dei limiti nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate prosegua con il pignoramento dello stipendio prevedendo queste ipotesi nel caso in cui il creditore sia un privato:

  • l’importo dello stipendio può essere pignorato per 1/10 se il credito vantato è fino ad  euro 2500,00;
  • 1/7 per importi superiori a 2.500 e non superiori a 5.000;
  • 1/5 per importi superiori a 5.000.

Anche il Tfr può essere pignorato, sempre nel limite di un quinto dell’importo netto totale.

Quale è il limite massimo di pignoramento dello stipendio effettuato dall’agenzia delle Entrate – Riscossione

Non esistono stipendi non pignorabili, anche se di ammontare molto basso.

Per esempio, se la retribuzione mensile è di 300 euro al mese, il pignoramento consentito ammonterà a 60 euro.

Come è possibile bloccare un pignoramento dell’Agenzia delle Entrate

Il pignoramento non è nulla di definitivo o inarrestabile: esistono infatti delle procedure per neutralizzarlo e bloccarlo.

Ad esempio si può bloccarlo attraverso il pagamento del dovuto o il piano di rateizzazione, ovvero, l’adesione ad una procedura di sovraindebitamento.

Importante: devono essere indicati con esattezza i crediti per i quali l’Agenzia delle Entrate riscossione procedere.

Come il nostro Studio Legale può aiutarti a gestire il pignoramento dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione

Esistono due tipi di opposizione che il debitore può effettuare nei confronti del pignoramento stipendio: 

  • opposizione all’esecuzione, con cui il debitore contesta il diritto del creditore a procedere al pignoramento stipendio;
  • opposizione agli atti esecutivi, che il debitore può effettuare quando ritiene vi sia stata qualche irregolarità a livello della procedura di pignoramento, ad esempio, non è avvenuta la notifica.

Per qualsiasi altra richiesta puoi contattarci o visitare la pagina dell’area di attività sovraindebitamento dove potrai trovare ulteriori approfondimenti sui nostri servizi.

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