Pignoramento stipendio: la guida completa

Picture of Elisa Boreatti
Condividi con
LinkedIn
Email
Print

INDICE DEI CONTENUTI
1. Che cos’è il pignoramento dello stipendio
2. Quali sono le fasi della procedura del pignoramento dello stipendio
3. Chi può pignorare lo stipendio
4. Quanto può essere pignorato lo stipendio: tutte le novità 2024
5. Cosa succede in caso di più pignoramenti dello stipendio per la stessa busta paga
6. Quanto tempo dura il pignoramento dello stipendio
7. Cosa deve fare il datore di lavoro in caso di pignoramento
8. Cosa succede al pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento o perdita di lavoro
9. Cosa succede al pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento o perdita di lavoro e riassunzione
10. Come tutelarsi dal pignoramento dello stipendio


ASCOLTA L’INTRODUZIONE


Che cos’è il pignoramento dello stipendio

Il pignoramento dello stipendio è una forma di esecuzione presso terzi ovvero una delle forme attraverso le quali il creditore può mettere in esecuzione il titolo esecutivo che ha ottenuto e che ha cristallizzato il suo diritto di credito.

Nello specifico è la forma di pignoramento che intende aggredire la somma di denaro che il datore di lavoro è tenuto a versare al soggetto.

Quali sono le fasi della procedura del pignoramento dello stipendio

Il codice di procedura civile disciplina la procedura agli articoli 474 e seguenti del Codice di procedura civile sul processo di esecuzione in generale e agli artt. 543 e ss. del Codice di procedura civile, che sono riferiti nello specifico al pignoramento presso terzi.

Come si può leggere dalle disposizioni, la stessa si articola in fasi che possono essere così individuate:

  1. Il creditore chiede all’autorità giudiziaria la formazione del titolo esecutivo (ad esempio il decreto ingiuntivo o una sentenza di condanna).
  2. Il creditore notifica l’atto di precetto al debitore.
  3. Dopo 10 giorno dalla notifica del precetto ed entro 90 giorno, il creditore deve procedere alla notifica dell’atto di pignoramento sia al debitore che al terzo pignorato.
  4. Il creditore munito di titolo esecutivo, procede per il tramite dell’ufficiale giudiziario alla notifica dell’atto di pignoramento al debitore e al datore di lavoro. L’atto di pignoramento, in particolare, deve contenere:
    • ingiunzione che l’ufficiale giudiziario rivolge al debitore di astenersi da qualunque atto volto a sottrarre alla garanzia del credito i beni che si assoggettano all’espropriazione e i frutti di essi;
    • l’invito rivolto al debitore a effettuare la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione con l’avvertimento che, in mancanza della stessa, le successive notifiche o comunicazioni saranno effettuate presso la cancelleria dello stesso giudice;
    • l’avvertimento che il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all’importo dovuto;
    • l’avvertimento che l’opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile;
    • l’indicazione del credito per il quale si procede, del titolo esecutivo e del precetto;
    • l’indicazione, almeno generica, delle cose o delle somme dovute e l’intimazione al terzo di non disporne senza ordine di giudice;
    • la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel comune in cui ha sede il tribunale competente nonché l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata del creditore procedente; 
    • la citazione del debitore a comparire davanti al giudice competente.
  1. Ricevuta la notifica il datore di lavoro deve accantonare 1/5 dello stipendio e deve fare la comunicazione al creditore ex articolo 547 codice di procedura civile.
  2. Il creditore deve poi procedere alla iscrizione a ruolo del pignoramento e deve comunicare al debitore e al terzo pignorato la data dell’udienza nonché il numero che il Tribunale ha assegnato al fascicolo (il così detto Ruolo Generale).

Chi può pignorare lo stipendio

Il pignoramento dello stipendio dall’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate può avviare il pignoramento in forza di un avviso di accertamento esecutivo avente ad oggetto specifiche categorie di tributi non pagati (ad esempio quello Irpef). Diversamente per tutti gli altri, il pignoramento è eseguito dall’Agenzia delle Entrate Riscossione che notifica al contribuente debitore la cartella di pagamento. Cartella che è stata emessa, giova ricordarlo, dopo che l’Agenzia delle Entrate, ossia l’ente impositore, ha formato il ruolo (e che costituisce il titolo esecutivo).

Il pignoramento dello stipendio da privati

I privati possono procedere ad avviare il pignoramento in forza di titolo esecutivo. Il titolo può essere una sentenza oppure un decreto ingiuntivo anche provvisoriamente esecutivo.

Problemi di debiti: perché è importante farsi assistere da un avvocato
per la gestione del sovraindebitamento.

Quanto può essere pignorato lo stipendio: tutte le novità 2024

Limiti pignoramento busta paga agenzia delle entrate

Lo stipendio può essere pignorato da Agenzia delle Entrate. In tal caso le soglie sono:

  • 1/10 per stipendi inferiori ai 2.500 euro;
  • 1/7 per quelli tra i 2.500 e i 5.000 euro;
  • 1/5 per importi superiori ai 5.000 euro.

Limiti pignoramento busta paga tra privati

Lo stipendio non può essere interamente pignorato, ma può essere assoggettato a pignoramento nella misura di 1/5. Il limite di pignorabilità del quinto può essere superato solo per crediti dovuti a titolo di assegno alimentare.

Cosa succede in caso di più pignoramenti dello stipendio per la stessa busta paga

Nonostante il debitore possa ricevere la notifica di più pignoramenti è altrettanto vero che se gli stessi vanno ad aggredire lo stesso bene, ad esempio lo stipendio, i creditori che li hanno azionati verranno saldati in maniera progressiva una volta che il debito portato dall’azione esecutiva precedente è stato estinto.

Quanto tempo dura il pignoramento dello stipendio

Il pignoramento si conclude nel momento in cui si ha l’integrale pagamento del debito oppure con la cessazione del rapporto di lavoro.

Cosa deve fare il datore di lavoro in caso di pignoramento

Il datore di lavoro ricevuto il pignoramento deve provvedere a comunicare al creditore la dichiarazione ex articolo 547 codice di procedura civile, deve provvedere ad accantonare le somme nonché deve provvedere, una volta che gli viene notificata l’ordinanza di assegnazione somma, provvedere a bonificare al creditore la somma sino a quel momento accantonata e poi mensilmente la somma pignorata.

Cosa succede al pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento o perdita di lavoro

Il pignoramento cessa. Tuttavia è importante precisare che la cessazione del pignoramento dello stipendio legittimerebbe il creditore ad aggredire, eventualmente in alternativa, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

Cosa succede al pignoramento dello stipendio in caso di licenziamento o perdita di lavoro e riassunzione

Quando un lavoratore soggetto a un pignoramento presso terzi viene licenziato, il pignoramento in corso cessa, ma si applica automaticamente al TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che l’impresa deve erogare. Se il debito residuo supera un quinto del valore del TFR, il pignoramento termina. Tuttavia, il creditore ha la possibilità di intraprendere ulteriori azioni legali per recuperare il credito dal debitore.

Come tutelarsi dal pignoramento dello stipendio

Una volta notificato del pignoramento, il debitore ha diverse opzioni a sua disposizione:

  • Opporsi al pignoramento presso terzi, avvalendosi di varie forme di opposizione. Tra queste, l’opposizione agli atti esecutivi (articolo 617 del Codice di Procedura Civile), che impugna la validità degli atti procedurali, iniziativa che spetta al debitore. In alternativa, il terzo può sollevare un’opposizione all’esecuzione (articolo 615 del Codice di Procedura Civile), applicabile quando si mette in discussione l’esistenza del debito o l’ammontare delle somme dovute, come nel caso in cui il debitore principale ritenga di non dover nulla al creditore che ha avviato il pignoramento.
  • Effettuare il pagamento direttamente all’ufficiale giudiziario, consegnandogli l’importo dovuto al creditore per scongiurare il pignoramento dei beni.
  • Convertire il debito, optando per la sostituzione del bene soggetto a pignoramento con un equivalente in denaro.
  • Infine, esiste la possibilità di definire stragiudizialmente con il creditore il debito, avvicinandosi al creditore per tentare una risoluzione del contenzioso fuori dal contesto giudiziario.

Per qualsiasi altra richiesta puoi contattarci o visitare la pagina dell’area di attività sovraindebitamento dove potrai trovare ulteriori approfondimenti sui nostri servizi.

LA NOSTRA CONSULENZA SU SOVRAINDEBITAMENTO

Richiedi la nostra consulenza

Naviga tra gli articoli che trattano argomenti simili

CATEGORIE

Sei in un soggetto sovraindebitato?
Risolvi la tua situazione!

Compila il modulo per richiedere una consulenza gratuita e senza impegno.

[*] campo obbligatorio

ISCRIVITI AL NOSTRO GRUPPO “Come fare per non morire più di debiti?”

SCOPRI DI Più