PROCEDURA CIVILE: Ipotesi di riforma all’insegna della semplificazione

Elisa Boreatti

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La riforma del processo civile non è ancora stata scritta.

Quello che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 dicembre 2019 è un disegno di legge, ed è solo il primo passo di un iter ancora lungo che viene disciplinato dalla Costituzione negli articoli che vanno dal 71 al 74.

 

Ma cosa prevede il disegno di legge e quale è l’obiettivo che si pone?

 

Partiamo rispondendo all’ultima domanda, ossia quali sono le ragioni che hanno spinto il Governo a proporre delle modiche a quella che oggi è la struttura del processo civile. Queste si ravvisano in ragioni di speditezza e di efficienza al fine di eliminare i “tempi morti e le udienze in cui non succede nulla” nonché di semplificazione tenuto in conto che allo stato vi sono diversi modi per agire dinnanzi il Giudice caratterizzati da regole troppo diverse tra loro.

 

Ecco quindi che il disegno di legge per raggiungere l’obiettivo della speditezza ha previsto:

  • La compressione dei termini per lo svolgimento delle varie fasi processuale e l’obbligo, da parte del giudice, quando provvede sulle istanze istruttorie, di preordinare un calendario delle udienze;
  • L’obbligo per le parti del deposito dei documenti e degli atti soltanto per via telematica;
  • Dinnanzi il Giudice di Pace viene prevista l’eliminazione dell’obbligatorietà del tentativo di conciliazione

 

 

A scopo di semplificazione il disegno di legge prevede:

  • La riduzione dei riti e, pertanto, viene previsto che dai tre esistenti (giudice di pace, monocratico ordinario e monocratico sommario) si passi ad uno;
  • L’introduzione di un unico atto introduttivo (il ricorso e viene quindi eliminato l’atto di citazione);
  • La riduzione dei casi in cui il Tribunale giudica in composizione collegiale;
  • L’omologazione della disciplina del giudizio dinnanzi il Giudice di Pace a quello del Tribunale;
  • Nel giudizio di appello viene eliminato il filtro di inammissibilità; viene prevista la possibilità per il Collegio di decidere alla prima udienza o a quella sulla sospensiva e viene previsto che la disciplina della fase decisionale sia omologata a quella del processo monocratico.

 

Ai fini del raggiungimento dell’obiettivo della riduzione del carico deflattivo il disegno di legge ha previsto le seguenti modifiche:

  • Vengono escluse dal ricorso obbligatorio alla mediazione per le controversie in tema di responsabilità sanitaria, contratti finanziari, bancari e assicurativi;
  • Vengono escluse dal ricorso obbligatorio alla negoziazione assistita per le controversie in tema di circolazione stradale. Inoltre viene prevista l’introduzione di una attività di istruzione stragiudiziale svolta con l’assistenza degli avvocati per acquisire elementi utili all’accertamento dei fatti prima dell’inizio di un eventuale processo.

 

Ma il disegno di legge ha previsto altresì

  • L’eliminazione del rito Fornero;
  • Nell’ambito del processo esecutivo con il coinvolgimento del debitore;
  • La leale collaborazione tra le Parti.

Non rimane che attendere ora il prosieguo del percorso che dal disegno di legge porterà alla riforma.

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