Il debitore che si trova in difficoltà come deve muoversi?

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Nelle scorse settimane abbiamo visto chi sono i soggetti che possono utilizzare gli strumenti messi loro a disposizione dal CCII (“Il consumatore non è il solo che può accedere agli strumenti di composizione della crisi da sovraindebitamento. Chi sono gli altri soggetti?“; “Il Decreto Rilancio ha prorogato di 12 mesi la permanenza della Start Up nella sezione speciale del registro imprese: permangono (quindi) i rimedi del sovraindebitamento“). Ma non solo. Abbiamo anche visto quali devono essere i requisiti oggettivi che i debitori devono possedere (approfondisci qui: “Non tutti i soggetti indebitati possono “definirsi” sovraindebitati: quali sono i requisiti richiesti?“).

Bene, ora facciamo un passo ulteriore e vediamo cosa deve fare il debitore per poter avere la sua seconda occasione.

Vedremo che egli solo, o con l’ausilio di un professionista definito advisor”, può rivolgersi all’Organismo di Composizione della Crisi e dell’Insolvenza al quale depositerà una istanza contestualmente al versamento di un contributo iniziale a titolo di rimborso forfetario per l’attività di verifica preliminare della domanda, svolta dal Referente. Ove la domanda soddisfi i presupposti di ammissibilità il Referente nominerà il Gestore della Crisi il quale, accettato l’incarico e sentito il debitore, valuterà la fattibilità o meno della procedura e stilerà un preventivo dei compensi spettanti all’Organismo, dando applicazione alle disposizioni di cui all’articolo 14 e seguenti del DM 202/2014. Accettato il preventivo, il gestore assisterà il debitore durante l’intero processo di ristrutturazione del proprio debito e la conseguente soddisfazione dei diritti dei creditori.

Perché scriviamo di “procedura scelta”? Perché, il debitore, a seconda che si trovi in determinate condizioni, può proprio scegliere tra una rosa di strumenti che gli vengono messi a disposizioni. C’è infatti la ristrutturazione dei debiti, il concordato minore, la liquidazione controllata. Oltre a queste vi è poi l’esdebitazione del debitore incapiente.

Tutte queste misure permettono comunque di raggiungere il medesimo obiettivo, ossia l’esdebitazione dei debiti ossia la loro cancellazione.

Ecco, quindi, che nelle prossime settimane andremo a vedere ciascuno degli aspetti anzi indicati.

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