Rateizzare un decreto ingiuntivo: in cosa consiste, quando e come funziona la procedura

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INDICE DEI CONTENUTI
1. Cos’è la rateizzazione del decreto ingiuntivo
2. Quando è possibile rateizzare un decreto ingiuntivo?
3. Come funziona la procedura PER Rateizzare un decreto ingiuntivo
4. Quale alternative ci sono alla rateizzazione di un decreto ingiuntivo
5. Come il nostro studio legale può aiutarti con la procedura di rateizzazione di un decreto ingiuntivo


ASCOLTA L’INTRODUZIONE


Cos’è la rateizzazione del decreto ingiuntivo

Iniziamo ricordando che il decreto ingiuntivo è un provvedimento emesso dal giudice su richiesta del creditore, basato su prove documentali che attestano il diritto di credito. Il procedimento si sviluppa in maniera sommaria e senza contraddittorio iniziale (ossia senza che il debitore venga sentito prima dell’emissione del decreto). Il debitore ha poi 40 giorni dalla notifica per opporsi.

La procedura per ottenere un decreto ingiuntivo inizia con:

  • la richiesta: il creditore presenta un ricorso al giudice di pace o al tribunale, allegando documenti che provano il credito;
  • l’esame del Giudice: il giudice valuta la richiesta e, se ritiene fondate le ragioni del creditore, emette il decreto ingiuntivo.

E prosegue con:

  • la notifica al debitore: Il decreto deve essere notificato al debitore, che ha 40 giorni per pagare o fare opposizione.

Fase eventuale è quindi quella dell’opposizione che si ha quando il debitore notifica al creditore le sue contestazioni in merito all’ingiunzione ricevuta. Da qui prende avvio un normale giudizio di cognizione. Ricordiamo anche che se il debitore invece non si oppone, il decreto diventa definitivo ed esecutivo.

Ebbene a seguito della notifica del decreto ingiuntivo il debitore se ritiene dovuta la somma ingiunta (che a questo punto oltre al capitale iniziale è maggiorata anche delle spese legali così come liquidate dal giudice) può prendere contatto con il creditore per bonificare in una unica soluzione quanto dovuto. Il debitore può però anche chiedere al creditore la possibilità di pagare una somma minore sempre in una unica soluzione (è il cosiddetto saldo e stralcio),oppure, ancora può chiedere una dilazione del versamento. Il debitore in questa fase chiede, poi il creditore provvederà a valutare se acconsentire o meno alla richiesta.

Quando è possibile rateizzare un decreto ingiuntivo?

Come si diceva chiedere la dilazione è possibile solo a seguito della notifica perché è solo con questo atto che il debitore viene a conoscenza del provvedimento emesso nei suoi confronti.

Ora questo strumento è indubbio  che se abbia vantaggi per il debitore (in quanto permette al debitore di pagare il debito in più rate, anziché in un’unica soluzione), ma è altrettanto vero che ha riflessi positivi anche per il creditore in quanto aumenta le possibilità di recuperare il credito.

Come funziona la procedura PER Rateizzare un decreto ingiuntivo

La rateizzazione del debito derivante da un decreto ingiuntivo può avvenire attraverso due principali modalità: un accordo tra le parti.

In tal caso, il debitore e il creditore possono negoziare direttamente o tramite i propri legali un piano di rateizzazione del debito.

Se la rateizzazione viene accettata, è consigliabile poi che detto accordo venga formalizzato per iscritto in quanto è possibile così indicare in modo preciso non solo i tempi e i modi del pagamento, ma anche prevedere quali siano le conseguenze in caso di decadenza del beneficio del termine . Il creditore infatti in caso di mancato pagamento di una rata, può richiedere l’esecuzione forzata del decreto ingiuntivo. Ma non solo il debitore può chiedere che venga “messo nero su bianco” che in caso di corretto adempimento del piano di rientro il creditore rinuncia al decreto ingiuntivo ottenuto.

Scopri perché è importante affidarsi ad un professionista per saldo e stralcio.

Quale alternative ci sono alla rateizzazione di un decreto ingiuntivo

Oltre alla rateizzazione, il debitore può anche proporre un accordo di saldo e stralcio, ovvero pagare un importo inferiore a quello indicato nel decreto ingiuntivo.

Questo strumento consiste nell’offrire al creditore di pagare una somma inferiore a quella indicata nel decreto ingiuntivo, in un’unica soluzione, in cambio della cancellazione del debito residuo.

Al pari della rateizzazione anche una proposta di definizione con un saldo e stralcio ha vantaggi sia per il debitore che per il creditore. In particolare al primo gli permette di chiudere il debito pagando meno di quanto originariamente dovuto. Per il secondo può essere vantaggioso perché riesce a recuperare almeno una parte del credito senza dover ricorrere a procedure esecutive più complesse e costose.

Come per lo strumento della rateizzazione anche per proporre un saldo e stralcio dopo un decreto ingiuntivo, il debitore deve contattare il creditore e presentare una richiesta scritta, indicando l’importo che sarebbe disposto a pagare in un’unica soluzione per chiudere il debito. Il creditore non è obbligato ad accettare la proposta, ma può valutarla e decidere se accettarla o meno.

Se il creditore accetta, le parti stipulano un accordo di saldo e stralcio che regola i termini del pagamento e la cancellazione del debito residuo. In questo caso, il decreto ingiuntivo viene bloccato e il debitore non dovrà più affrontare l’esecuzione forzata.

Rispetto alla rateizzazione del decreto ingiuntivo, il saldo e stralcio presenta il vantaggio di permettere al debitore di chiudere definitivamente il debito con un unico pagamento, evitando il rischio di decadere dall’accordo in caso di mancato pagamento di una rata. Tuttavia, richiede la disponibilità di una somma di denaro più elevata in un’unica soluzione.

Come il nostro studio legale può aiutarti con la procedura di rateizzazione di un decreto ingiuntivo

Abbiamo visto quindi che  la rateizzazione del decreto ingiuntivo offre al debitore una via per gestire il proprio debito in modo più sostenibile, ma essa è subordinata all’approvazione del creditore.

Inoltre deve essere una proposta che il debitore formula in modo consapevole e sostenibile per lui in quanto diversamente il creditore, trattenendo quanto ricevuto a titolo di acconto, può procedere a mettere in esecuzione il decreto ingiuntivo ottenuto. Non va dimenticato, infatti, che in caso di rateizzazione il debitore non procede a formulare opposizione permettendo quindi al decreto di divenire definitivo. Per maggiori informazioni contatta il nostro Studio o approfondisci l’argomento visitando le risorse presenti nel nostro sito.

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