Riscossione coattiva: la guida completa. Che cos’è e come funziona?

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INDICE DEI CONTENUTI
1. Che cos’è la riscossione coattiva
2. Riscossione coattiva: quando e da chi viene attivata
3. Riscossione coattiva: come funziona la procedura e quali sono le fasi
4. Cosa succede se non pago la riscossione coattiva?
5. Come avviene la riscossione coattiva
6. Come gli avvocati del nostro studio legale ti possono aiutare con la riscossione coattiva


ASCOLTA L’INTRODUZIONE


Che cos’è la riscossione coattiva

Specifichiamo subito tre profili.

Il primo è che l’espressione “riscossione coattiva” fa riferimento a una serie di procedure che l’amministrazione finanziaria può attivare qualora il contribuente abbia maturato un debito.

Il secondo è che i procedimenti hanno natura amministrativa.

Il terzo è che l’amministrazione finanziaria incontra dei limiti più stringenti rispetto a quelli previsti per il creditore nell’ambito della procedura esecutiva. La modifica principale riguarda il primo periodo, in cui si è sostituito “ha maturato” con “abbia maturato” per concordare correttamente il congiuntivo con la costruzione “qualora”.

Riscossione coattiva: quando e da chi viene attivata

Il contribuente che non paga matura un debito nei confronti dell’amministrazione finanziaria. Ebbene, questo è il presupposto che legittima quest’ultima ad avviare la procedura per riscuotere la somma.

Detto questo, vediamo nel concreto da cosa può nascere questo tipo di debito. Esso si forma nel momento in cui il contribuente non paga, ad esempio, le tasse, le multe o i contributi previdenziali.

Una volta che il debito sorge, l’amministrazione finanziaria può avvalersi di una serie di strumenti volti al recupero di dette somme, tra cui dapprima la notifica della cartella esattoriale e, a seguire, il fermo amministrativo dei beni mobili registrati, il pignoramento di conti correnti e stipendi, l’iscrizione dell’ipoteca e altri atti esecutivi.

Riscossione coattiva: come funziona la procedura e quali sono le fasi

La riscossione coattiva avviene attraverso un procedimento amministrativo. Per questo motivo, segue una serie di passaggi:

  1. Notifica dell’avviso di pagamento al debitore da parte dell’ente creditore
  2. Iscrizione a ruolo del debito da parte dell’ente creditore
  3. Predisposizione da parte dell’agente di riscossione della cartella di pagamento e notifica della stessa. Da quando il debitore riceve la cartella ha 60 giorni di tempo per effettuare il pagamento. Se questo non dovesse avvenire, l’agenzia di riscossione può inviare ulteriori solleciti di pagamento, avvisando il debitore delle possibili azioni esecutive che verranno intraprese.
  4. Se il debitore persiste nel non liquidare il dovuto l’agenzia di riscossione può procedere con misure di esecuzione forzata. Tra queste vi sono:
    1. Il Fermo Amministrativo: Viene bloccato l’uso dei veicoli intestati al debitore.
    2. Il Pignoramento dei Conti Correnti: L’agenzia di riscossione può richiedere alle banche di bloccare i conti correnti del debitore e prelevare l’importo dovuto direttamente dai conti.
    3. Il Pignoramento dello Stipendio o della Pensione: Viene notificato al datore di lavoro o all’ente pensionistico un ordine di trattenuta di una parte dello stipendio o della pensione per soddisfare il debito.
    4. L’Iscrizione di Ipoteca su Beni Immobili: Per debiti di importo rilevante, l’agenzia di riscossione può iscrivere un’ipoteca su immobili di proprietà del debitore. Questo impedisce la vendita degli immobili senza prima saldare il debito.

Problemi di debiti: perché è importante farsi assistere da un avvocato
per la gestione del sovraindebitamento.

Come abbiamo detto, però, l’amministrazione finanziaria incontra dei limiti quando si avvale di questi strumenti. Vediamo insieme quali.

L’amministrazione finanziaria, attraverso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, può iscrivere ipoteca sui beni immobili del debitore solo se il debito è inferiore a 20.000 euro e non può essere effettuata sull’unico immobile del debitore che sia adibito a uso abitativo e in cui risieda anagraficamente, a meno che non si tratti di un immobile di lusso (categorie catastali A/8 e A/9)​.

Anche il pignoramento del conto corrente è soggetto a limiti precisi per proteggere il minimo vitale del debitore. Il pignoramento può avvenire solo per l’importo che eccede il triplo dell’assegno sociale, che per il 2024 è fissato a 534,41 euro. Pertanto, il limite sotto il quale non si può pignorare è di 1.603,23 euro. Se un conto corrente contiene 3.000 euro, possono essere pignorati solo 1.396,77 euro, lasciando al debitore i 1.603,23 euro necessari per il minimo vitale​.

Gli stipendi accreditati sul conto corrente possono essere pignorati fino a un massimo di un quinto. Tuttavia, per le pensioni, la parte pignorabile è solo quella che eccede l’importo dell’assegno sociale aumentato del 50%, quindi circa 700 euro nel 2024​​.

Ma vi è di più. Qualora i debiti inferiori a 1.000 euro, non si procede con azioni esecutive prima di 120 giorni dall’invio di una comunicazione dettagliata del debito. Inoltre, se il debitore ha avviato una procedura di rateizzazione e sta pagando regolarmente, le procedure esecutive sono sospese​.

Cosa succede se non pago la riscossione coattiva?

Se non si procede a pagare il dovuto nei termini l’Agenzia della Riscossione può quindi avviare, proseguire e concludere le azioni anzi indicate.

Come avviene la riscossione coattiva

La riscossione coattiva viene avviata dall’Agenzia della Riscossione (ex Equitalia) a seguito dell’invio da parte dell’ente creditore (che può essere ad esempio il comune, l’agenzia delle entrate) del ruolo ossia l’elenco di debitori e dei relativi importi dovuti. Va sottolineato che l’ente creditore deve rispettare i termini per l’iscrizione a ruolo stabiliti dalla legge, che variano in base alla tipologia di credito. Ad esempio per le multe stradali, il termine per l’iscrizione a ruolo è generalmente di cinque anni dalla data di accertamento dell’infrazione, ma è sempre consigliabile verificare le norme specifiche applicabili. Ed è proprio il “ruolo”, che l’agenzia di riscossione utilizza per emettere e notificare le cartelle esattoriali e a seguire avviare delle procedure esecutive se il pagamento non avviene entro i termini indicati nella cartella stessa.

Come gli avvocati del nostro studio legale ti possono aiutare con la riscossione coattiva

Come abbiamo detto la riscossione coattiva è una procedura amministrativa che deve rispettare determinati requisiti, modalità e tempistiche (si pensi ad esempio al rispetto dei termini perché l’ente impositore iscriva a ruolo). Conoscere quindi i profili e verificarne il rispetto può aiutare i debitori a comprendere meglio le conseguenze del mancato pagamento e a valutare le azioni da intraprendere per evitare ulteriori problemi. In questo senso, lo Studio Legale Boreatti Colangelo & Partners può fornire assistenza qualificata per tutelare i diritti dei debitori e affrontare al meglio le procedure di riscossione coattiva.

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