Telecamere in condominio: come ci si deve organizzare?

Elisa Boreatti
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Il tema delle telecamere in condominio è sempre un argomento molto delicato.

Dopo, infatti, che l’assemblea nel ha deliberato l’installazione è necessario per adottare una serie di condotte che consentano che la registrazione eseguita possa essere correttamente utilizzata.

Il Garante per la protezione dei dati personali, con ordinanza ingiunzione n. 300 del 15 settembre 2022 si è pronunciato a seguito di una segnalazione che un residente in condominio aveva svolto alla polizia locale. Nello specifico il soggetto aveva spiegato che l’impianto di videosorveglianza non era dotato di adeguata cartellonistica.

In particolare, era stato riscontrato nel corso dell’accertamento ispettivo che, sul lato sinistro del portone di ingresso allo stabile era sì presente un cartello riportante la figura di una telecamera stilizzata, ma sullo stesso non vi erano indicati i riferimenti del titolare e le finalità del trattamento. Né alcun altro cartello era stato rinvenuto ovvero non era affisso nel locale portineria, ove venivano registrate le immagini, il testo di informativa completa.

Questa tipologia di trattamento risulta illecito in relazione ai principi di trasparenza richiamati dagli artt. 5 e 13 del regolamento europeo che prevedono la riproduzione delle immagini sempre che avvenga nel rispetto del principio di trasparenza che presuppone che gli interessati devono essere sempre informati che stanno per accedere in una zona videosorvegliata.

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